Le ricette salva-cena: l’omelette

Buongiorno! Con l’articolo di oggi voglio inaugurare una nuova categoria di ricette dedicata alla cucina di ricerca…nel frigorifero! Le ricette SALVA-CENA.

I tempi stretti e spesso stressanti cui le incombenze giornaliere ci sottopongono, tra il lavoro e l’organizzazione familiare, non sempre ci danno modo di poter pianificare in anticipo i nostri pasti principali e spesso ci ritroviamo a fissare con sconforto l’interno del frigorifero con la tentazione di prendere il telefono e ordinare una pizza.

Ma gli avanzi e gli ingredienti di base della nostra dispensa possono regalarci grandi soddisfazioni: per questo voglio condividere con te alcuni spunti con cui ho salvato tante delle mie cene e soprattutto i miei nervi!

Uno degli ingredienti che difficilmente mancano in cucina e che rappresentano una grandissima risorsa sono certamente le uova; per fortuna la scienza dell’alimentazione ha smesso di porre veti rigidi sul loro consumo intimandoci di mangiarle al massimo una volta a settimana e quindi ecco che ho deciso di iniziare questa nuova rubrica proprio da loro.

Prima di darti il primo suggerimento però voglio soffermarmi su un aspetto molto importante: l’acquisto delle uova. Io le compro sfuse dal mio fornitore di fiducia lei cui galline hanno modo di scorrazzare libere, a terra, alimentate in maniera sana. Se anche tu hai la fortuna di poterle acquistare in questo modo avrai notato che il guscio spesso non è pulito, allora come comportarsi? Personalmente, se le devo riporre in frigorifero, le strofino delicatamente con un foglio asciutto di carta da cucina in modo da togliere il grosso della sporcizia ed evitare contaminazioni e le sciacquo sotto l’acqua corrente solo al momento del consumo; lavare con acqua il guscio di questo tipo di uova è importante perché, nel romperlo alcune impurità potrebbero entrare in contatto con l’uovo che andremo a consumare, farlo sul momento fa si che l’uovo non perda la sua naturale capacità di protezione e isolamento dagli agenti esterni.

Ma come riconoscere uova di buona qualità se le acquisto al supermercato? Dalla sigla riportata sulla confezione e stampata su ogni singolo guscio. Es: 0 IT 002 PG 052 (seguita dalla data di scadenza o di deposizione)

Se acquisto uova della grande distribuzione scelgo sempre quelle biologiche perché questo garantisce automaticamente che le galline siano state allevate a terra e all’aperto, in modo non intensivo e alimentate con mangime biologico. Nella sigla il metodo di allevamento è rappresentato dal primo numero:

0 = biologiche

1 = all’aperto

2 = a terra

3 = in gabbia

La seconda sigla del codice indica la nazione di provenienza, nel nostro caso IT; seguono il codice ISTAT del comune di ubicazione dell’allevamento, la provincia dell’allevamento e infine la sua sigla identificativa.

Detto questo veniamo a noi e ai fornelli; i modi rapidi per cucinare le uova sono tantissimi (sode, strapazzate, al tegamino ecc…) ma quella che voglio proporvi io oggi è l’omelette che, come l’italianissima e meravigliosa frittata, ci dà modo di recuperare molti avanzi e in più ci regala un modo inusuale di presentare la cena.

Vi elenco gli ingredienti che avevo ieri sera a disposizione per comporre la mia omelette ma la regola è “quel che ho, ci va!” e quindi è imperativo usare la fantasia e gli avanzi:

  • 4 uova
  • un goccio di latte (andrà bene anche un avanzo di formaggio fresco tipo panna, ricotta o…niente)
  • erba cipollina (ma anche basilico, prezzemolo, timo fresco o…niente)
  • un culaccino di verza (ma benissimo anche spinaci, zucchina, funghi o altra verdura avanzata)
  • parmigiano (ma anche pecorino fresco, formaggio a pasta filata, grana ecc…)
  • qualche affettato: io avevo delle fette di tacchino arrosto ma andrà benissimo del prosciutto cotto, crudo, o altro insaccato che non tema il calore
  • sale, pepe, olio qb

Prima di tutto ho affettato sottilmente la verza e l’ho fatta appassire in un padellino con un goccio d’olio e un po’ di sale. Ho sbattuto le uova con poco latte e aggiunto un pizzico di sale, di pepe e l’erba cipollina tritata. Ho messo a scaldare una padella antiaderente con poco olio e ci ho versato il composto di uova; dopo qualche secondo ho coperto con un coperchio e abbassato la fiamma: non dovremo rigirare la frittata quindi sarà necessario far addensare le uova senza che l’unico lato a contatto con la padella si bruci. Nel frattempo, con la mandolina, ho creato delle scaglie sottili di parmigiano.

Quando la frittata è risultata soda, mantenendo acceso il fuoco, ho adagiato su una metà le scaglie di formaggio e coperto nuovamente la teglia per qualche secondo. Dopodiché ho spento il fornello e sopra il parmigiano ho adagiato la verza e le fette di salume. Ho ripiegato la metà “sguarnita” della frittata e sull’altra formando così l’omelette.

Servita su un bel vassoio o tagliere da portata renderà la cena bella oltre che buona e con poco…sbattimento!

Frittata di pomodori verdi

 

Questo è uno di quei piatti che hanno senso in una stagione ben precisa perché gli ingredienti colti o acquistati in un periodo dell’anno diverso da quello naturale, non avrebbero le medesime caratteristiche di gusto e proprietà; in questo caso parliamo dell’estate.

Prendete dei pomodori “cuore di bue” verdi e sodi; dopo averli lavati, tagliateli a fette alte mezzo cm circa, toglietene i semi e tamponatele con della carta assorbente;

questo punto passate i pomodori nel pangrattato e metteteli a cuocere, ben distribuiti e non sovrapposti, in una padella antiaderente dove avrete scaldato poco olio. *

Fateli dorare bene da entrambe le parti, salate e pepate.

Cogliete un bel mazzo di basilico (deve essere abbondante eh) e tritatelo grossolanamente. Cospargeteci i pomodori e quindi versate sopra le uova sbattute con un pizzico di sale coprendo il tutto.

Cuocete da ambo i lati e servite tiepida o fredda.

 

*siccome nel cuocere, le fette di pomodori si ritirano, io ne ho cotte alcune separatamente in una padella più piccola per poi aggiungerle e ridistribuirle a tappare i buchi della padella grande prima di versare le uova.

Rivisitazioni

 

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Per fortuna non sempre è necessario inventarsi chissà quali complicate ricette; talvolta basta rivisitare con un po’ di grazia le cose buone di tutti i giorni. Ecco due idee per un antipasto o un aperitivo.

Burro e acciughe:

usate del burro prezzemolato e un fiore di cappero per rendere un crostino “burro e acciuga” più invitante. Sarà sufficiente aggiungere del prezzemolo tritato al burro ammorbidito prima di spalmarlo sul pane tostato e aggiungere un fiore di cappero (magari di Pantelleria) per far compagnia all’acciuga.

Burro e acciughe
Burro e acciughe

Uova al tegamino:

io le adoro! Però è difficile proporle a degli invitati. Ma non se si usano delle uova di quaglia cotte in una formina per biscotti e adagiate su crostini di pane tostato tagliato con la medesima forma.

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Uova di quaglia al tegamino fiorito

 

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Se poi trovate dei peperoncini verdi dolci della misura giusta, potrete sostituire le formine dei biscotti con delle rondelle di peperone che avrete prima scottato nella padella antiaderente!

 

 

Qui gatta cicoria

“Ma quanto è bella la cicoria” disse la massaia contemporanea. “Grazie, non sei male neanche tu” rispose la cicoria.

da “I deliri della Massaia Contemporanea”

La cicoria spettinata
La cicoria spettinata

Ho scoperto la cicoria! Non che ignorassi la sua esistenza ma non l’avevo mai assaggiata e tantomeno cucinata. È apparsa qualche settimana fa nel listino del fornitore di verdure del G.A.S. e ho pensato di provarla: è stato amore a prima vista! È bella nei suoi eleganti ciuffi scarmigliati, si pulisce velocemente ed ha molte proprietà benefiche per il corpo. A questo link potete trovare tutte le spiegazioni http://www.greenme.it/mangiare/altri-alimenti/10284-cicoria-proprieta-usi

Per quel che so, la si può usare sia cotta che cruda ma io la preferisco cotta perché è una verdura piuttosto amara e usata cruda, ad esempio nell’insalata, per me è troppo forte. Ma cotta e magari unita in qualche ricetta con altre verdure è perfetta. Io per adesso l’ho cucinata saltata in padella con aglio e olio come contorno, l’ho usata nella pasta, in una torta salata e in uno strudel di verdure. Ma la preparazione che mi ha soddisfatta di più è stata la

Frittata con patate e cicoria

Ingredienti per 2 persone:

4 uova

2 patate

300 gr di cicoria (la parte più alta, fogliosa, tralasciando le coste)

Parmigiano

1 spicchio d’aglio

olio e.v.o e sale q.b.

Lessare la cicoria poi scolarla, strizzarla e tagliarla piuttosto finemente per saltarla in padella con olio e aglio. Intanto tagliare a dadini le patate e cuocerle in padella con l’olio. Sbattere le uova con un pizzico di sale e del formaggio Parmigiano grattugiato. Una volta che saranno pronte, unire le due verdure in un’unica padella, schiacciarle un pochino con la forchetta e poi versare le uova e procedere alla cottura.

Et voilà la frittata è fatta! Ops…

Frittata con cicoria e patate

Maionese contemporanea

 Io la maionese la compro molto raramente.

L’idea di comprare pochi cibi pronti, inscatolati o in barattoli fa parte delle mie piccole scelte quotidiane: in generale meno il cibo è manipolato e più è facile che finisca nel mio carrello. Ad esempio se devo fare una salsa di pomodoro io compro i pelati; polpe pronte, passate, pezzettoni hanno attraversato troppe fasi per la loro breve vita di verdure. E così è con la maionese, cui si aggiunge il fatto di essere un alimento piuttosto grasso e riservato a rare ma imprescindibili occasioni; ad esempio d’estate per i pomodori ripieni o in quelle sere d’inverno in cui faccio “il lesso”. Sere piuttosto recenti devo precisare perché la massaia contemporanea tanti piatti li ha assaggiati per la prima volta negli ultimi anni, essendo stata prima una bambina che non mangiava, poi una bambina che mangiava pochissimo, poi una ragazzina che mangiava troppo ma con scarsissima scelta e oggi, sono una buongustaia, nel senso più nobile del termine. Ebbene, nonostante la maionese costituisca sempre una rarità nel nostro frigo, adesso almeno le spetta un posto d’onore invece che il solito spazio striminzito sul ripiano dello sportello, perché da qualche mese la faccio in casa. È stato facile, e io che credevo che fosse un’impresa ardua! La maionese impazzirààà mi risuonava nella testa ogni volta che mi coglieva la balzana idea di cimentarmi; chissà perché questa cosa dell’impazzire mi spaventa così tanto: sarà per la delusione provata la prima e ultima volta che ho fatto la crema pasticcera? O perché tra me e la pazzia c’è un fine legame? O forse perché mi faceva impazzire l’dea di coordinare le braccia sbattendo l’uovo con una mano e versando l’olio a filo con l’altra. Altro che massaia, qui ci vuole un giocoliere – che già, questa cosa del versare “a filo” fa abbastanza paura da sola. Ma infondo, a fregarmi, era stata la mia ingenuità, non avendo calcolato di avere a portata di mano l’oggetto migliore che possa occupare un suo spazio in cucina, l’amico del cuore della cuoca contemporanea, l’utensile che mi fa sentire onnipotente e che una volta mi ha fatto persino la manicure, anche se un po’ drastica…insomma, il frullatore a immersione.

Nelle mie ricerche in rete per capire meglio dosi e modalità ed eventualmente decidere la “mia” ricetta ho anche scoperto varie piccole cose. Ad esempio che le uova possono essere fredde di frigo, non è la loro bassa temperatura a provocare l’impazzire della salsa, piuttosto la differenza di temperatura tra gli ingredienti: l’importante è che siano o tutti freddi o tutti a temperatura ambiente. Poi ho scoperto, questo in maniera empirica, che la maionese appena fatta è piuttosto amara, soprattutto se come me, la si fa con l’olio e.v.o ma che, se lasciata qualche ora in frigorifero prima di mangiarla l’amaro si stempera notevolmente .

Ma veniamo alla ricetta della Maionese contemporanea, fatta col frullatore e rigorosamente con l’assaggio col dito!

la mia maionese è quella fatta col frullatore e con l'asssaggio col dito!
la mia maionese è quella fatta col frullatore e con l’asssaggio col dito!

1 uovo intero + 1 tuorlo (risulterà più leggera se si lascia anche l’albume)

250 ml olio e.v.o.

1 pizzico di sale

succo di 1 limone (o tre cucchiai di aceto bianco)

Mettere nell’apposito bicchiere del F.aI. tutti gli ingredienti, cominciando dalle uova. Poi immergere il mixer e dopo averlo azionato muoverlo con movimenti dal basso verso l’alto (usate la fantasia e verrà una maionese afrodisiaca) procedendo però verso l’alto in modo da lasciare spazio alla maionese che intanto sta montando. La salsa dovrà risultare molto cremosa, se fosse troppo liquida aggiungere altro olio.