Cosa dice una foglia di salvia prima di essere fritta? “Salviateeemi!”

IMG_7792

 

Storia stagionale di una salvia fritta

Sono Salvia!” Disse tuffandosi nella pastella.

Sono fritta!” Disse dall’orlo della padella…

IMG_7775

Con i 12 cm di alcune foglie, quest’anno la pianta di salvia si è superata. Ogni nuova stagione il primo sviluppo fogliaceo arriva a dimensioni davvero importanti, di quelle che non passano inosservate e che non ti permettono di sorvolare sull’idea di cucinare la salvia fritta. E allora, anche quest’anno, si fa!

IMG_7793

Solitamente la preparo ripiena con l’acciuga e tuffata, una volta piegata la foglia a metà, in una pastella semplice di acqua fredda (o birra fredda) e farina.

Questa volta però, convinta di avere un barattolino di acciughe ancora da aprire, sono rimasta fregata perché non c’era. (O almeno in quel momento era uscito dalla dispensa, perché un’ora dopo quando ci è passato il “casalingo vintage” era lì in bella mostra di sé. Forse era andato a far visita al barattolo dei fagioli)

Fatto sta che a quel punto non si poteva tornare indietro, l’idea della salvia fritta si era insinuata troppo a fondo facendosi già intuire sulla lingua ed era impensabile rinunciarci. Tanto più che sarebbe seguito uno spaghetto al pesto di rucola che col suo gusto fresco avrebbe fatto da contrappunto perfetto.

E allora ho deciso di cucinarla semplice ma di friggerla in una pastella un po’ più sostanziosa, con l’uovo. Risultato ottimo e ripetibile.

IMG_7795

Ma la prossima volta, doppietta! Intanto vado ad allucchettare le acciughe…