Requiem per un’attrice (1)

 

Requiem per un'attrice

Requiem per un’attrice

È finita. Ho comprato l’appretto per stirare, adesso sono massaia fin nell’animo.

Aurevoire, merci, è stato bello…” (scrosciano gli applausi, esce di scena)

Merito, l'appretto col manico

Merito, l’appretto col manico

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AMLETO 2.0

atto III scena prima

una stanza dell’appartamento

entra Amleto con in mano il suo i-Phone 4s

Aggiornare o non aggiornare, questo è il problema: se sia più nobile pel telefono sopportare gli oltraggi di iOS 7.0.3, i sassi e i dardi dell’iniquo software, o prender l’armi contro un mare di triboli e aggiornando, disperderli. Aggiornare – migliorare – peggiorare, forse: ma qui è l’ostacolo: è la remora, questa, che di tanto prolunga la vita ai nostri tormenti. Chi vorrebbe caricarsi di grossi fardelli imprecando e sudando sotto il peso di un vecchio bug, se non fosse il timore di qualche cosa, dopo l’aggiornamento – la terra inesplorata – a sgomentare la nostra volontà e a persuaderci di sopportare i nostri mali piuttosto che correre in cerca d’altri che non conosciamo? Così ci fa vigliacchi la coscienza; così l’incarnato si scolora al cospetto del pallido pensiero. E così imprese di grande importanza e rilievo sono distratte dal loro naturale corso: e dell’azione perdono anche il nome. REMIND ME LATER.

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