Torta rustica gorgonzola e fichi

L’albero di fico e il suo profumo sono una delle cose belle dell’estate. Il frutto poi è una vera goduria.

Se c’è una cosa che mi piace in cucina è il contrasto dei sapori e quindi ecco che le cose agrodolci mi piacciono, così come sentire la dolcezza dell’uvetta e la sua mollezza in un piatto salato (in effetti molto più che dentro ad un dolce). Adoro il formaggio con il miele, il cioccolato al peperoncino e il pepe nella marmellata di fragole. E allora un giorno, un paio di anni fa, ho deciso di unire due sapori assai diversi tra loro ma che fanno parte dei miei preferiti: il gorgonzola con i fichi.

 

Per la pasta matta:

 

250 gr farina*

130 gr acqua

35 gr di olio e.v.o*

1 cucchiaio di aceto di mele* (o aceto bianco o vino bianco)

sale q.b.*

Per il ripieno:

 

200 gr gorgonzola dolce

150 gr gorgonzola piccante

500 gr fichi

miele di acacia o di sulla*

timo

sale e pepe q.b

 

Mettete a fontana la farina, al centro mettete l’olio, un pizzico di sale e gradatamente l’acqua – lavorando l’impasto con una forchetta prima e con le mani poi. Controllate la consistenza via via che aggiungete l’acqua, la dose potrebbe variare in base alla farina, all’umidità, alla tipologia di olio.

Formate rapidamente una palla per poi farla riposare coperta, per almeno mezz’ora a temperatura ambiente.

Trascorso il tempo, stendete la pasta col mattarello su un disco di carta forno e adagiatela in una tortiera tonda.

Bucherellate il fondo con i rebbi di una forchetta e poi riempite con il gorgonzola dolce a pezzetti quindi con quello piccante.

Adagiateci i fichi spellati e aperti in due, salateli e pepateli, cospargete con tante foglioline di timo e infine con due cucchiai di miele.

Infornate a 180° per 25-30 minuti.

Lasciatela intiepidire prima di servirla, ancora meglio se potrete prepararla la mattina per la sera.

*ingredienti biologici

 

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ME LA MERITO LA MERENDA!

Mi merito una merenda regina

Mi merito una merenda regina

La merenda è un pasto irrinunciabile. Non sto scherzando, se fossi una che riesce a saltare i pasti, preferirei saltare la cena piuttosto che la merenda. Ma non lo sono, una che salta i pasti. Sono un “dosha pitta” secondo la medicina ayurvedica, e in fatto di cibo significa che divento una belva se non mangio quando ho fame.

Voglio aprire una piccola rubrica di “merende” perché la merenda è affettiva, ricca di tenerezza, capace di evocare ricordi. Se poi si considera che la parola “merenda” deriva dal latino-tardo merere ossia “meritare” e significa quindi “cose da meritare”, come possiamo rinunciarci? Nessuno merita di rimanere senza merenda.

E per cominciare, la mia regina: PANE CON RICOTTA E MIELE. Un vero premio – per quando meritevoli, lo saremo molto.

La regina: pane, ricotta e miele

La regina: pane, ricotta e miele

– una fetta di pane (casereccio; e da fiorentina aggiungo senza sale)

– ricotta vaccina

– miele (Mille fiori? Acacia?)

– un divano per godersela

Chi non fa merenda, merito lo colga!