Fettunta all’alpina e patate ripiene: tempo di funghi!

tempo di funghi
tempo di funghi

Per lo scorso mercoledì-veg ho optato per una cena a base di funghi porcini. D’altronde quest’anno non dovrebbe essercene penuria e il costo mi pare abbordabile. Li cucino raramente perché in famiglia non ci sono cercatori e non amo comprare funghi coltivati magari provenienti da zone piuttosto lontane. Ma ho trovato dei funghi degni di questo nome al mercato e quindi mi sono prontamente messa ai fornelli. 

Pulire i funghi è una pratica che mi mette sempre un po’ in ansia; non dovendo usare l’acqua (o almeno in quantità molto ridotta) e usando solo lo spazzolino apposito per le verdure ho sempre paura o di pulirli troppo poco e ritrovarmi poi la terra in bocca o di procedere troppo bruscamente e sciuparli. Direi che per stavolta è andata bene e siccome le cappelle erano sane ho deciso di farle sulla griglia usando invece i gambi per delle patate ripiene. 

Fettunta all’alpina:

(ma cos’è la fettunta lo sapete? In Toscana si chiama così la bruschetta, fatta con pane toscano – quindi non salato, tipo la “bozza di Prato”, il pane del Mugello o di Altopascio – abbrustolita, strofinata d’aglio e condita con olio e.v.o e sale)

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Dopo averle pulite e separate dai gambi fare 2-3 incisioni sulle cappelle e infilarci una fettina di aglio e qualche fogliolina di nipitella (mentuccia). Adagiarle sulla griglia calda e cuocerle da ambo i lati finché non si saranno ammorbidite e, in senso figurato, un po’ affrittellate. 

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Contemporaneamente abbrustolite delle fette di pane toscano, conditele con olio e sale (e l’aglio per chi lo digerisce) e una volta cotte adagiateci sopra le cappelle di porcini su cui avrete passato un filo d’olio e un pizzico di sale. Se avete delle foglie di alloro infilatene una su ogni fungo a mo’ di piuma sul cappello degli alpini. 

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10 e lode

Con i gambi rimanenti potrete fare qualunque cosa, dai funghi trifolati al sugo per la pasta. Io ho sperimentato!

Patate ripiene:

patate ripiene di funghi porcini
patate ripiene di funghi porcini

Lessate in acqua salata e con la buccia due patate abbastanza grandi e dalla forma regolare facendo attenzione alla cottura che deve essere a puntino (meglio un po’ più crude che sfatte, in caso potrete tenerle un po’ di più in forno). Passatele sotto l’acqua corrente e aspettate che si siano freddate poi sbucciatele e tagliatele a metà per il lungo; asportate la parte centrale (che potrete riunire all’impasto in un secondo momento) con un cucchiaio facendo attenzione che non si rompano, ottenendo così 4 barchette. 

In una teglia fate rosolare nell’olio 1-2 spicchi d’aglio e buttateci i funghi affettati e abbondante prezzemolo tritato; salare, pepare e sfumare con un po’ di vino bianco. 

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Io poi ho proceduto con la versione veg aggiungendo panna di soia ma con il latte vaccino (e in ultimo un po’ di parmigiano grattugiato) andrà anche meglio. Una volta ultimata la cottura, cospargete le barchette con un pizzico di sale e un filo d’olio riempiendone poi la cavità con i funghi. Passate in forno caldo per circa 10-15 minuti.

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n.b. La qualità e il tipo di patata sono fondamentali per la buona riuscita di questa ricetta, le mie non erano molto adatte 😦

“Merende 2” il sequel

Arance e zucchero Mascavo
Arance e zucchero Mascavo

Ed eccoci al secondo appuntamento con la merenda.

Oggi pomeriggio, essendomi arrivate delle arance bio buonissime, mi sono fatta una merenda che è anche un ottimo fine-pasto: arancia con lo zucchero. Non si tratta certo di una novità culinaria, naturalmente la conoscete e l’avrete declinata in decine di modi diversi (col rum, col cacao, con la cannella ecc…) ma io oggi me la sono fatta – diversamente da quanto accadeva quando ero piccola – con lo zucchero di canna grezzo delle Filippine Mascavo (questo in particolare). Il Mascavo, chiamato altrove Mascobado, come ogni zucchero di canna integrale grezzo, subisce solo il processo di spremitura, che non danneggia le sostanze nutritive. Per quanto riguarda il metodo di asciugatura il mascavo viene scosso e mescolato (lo zucchero Panela invece viene fatto asciugare in panetti e poi grattugiato); questo crea grani di varie dimensioni tra cui le palline scure di melassa la cui presenza in abbondanza è indice di particolare qualità del prodotto e rende questo zucchero particolarmente adatto alla preparazione di dolci.

Sopra l’arancia è stata una rivelazione. Col succo, lo zucchero e la melassa si sono sciolti e l’insieme dei sapori è risultato buonissimo: equilibrato, tondo, naturale.

Correte dunque, sbucciate un’arancia e tagliatela a fette abbastanza sottili raccogliendo a parte il succo; disponetele su un piatto e cospargetele di zucchero Mascavo; poi versate un po’ di succo sopra lo zucchero. E ora, mangiate!