Frittata di pomodori verdi

 

Questo è uno di quei piatti che hanno senso in una stagione ben precisa perché gli ingredienti colti o acquistati in un periodo dell’anno diverso da quello naturale, non avrebbero le medesime caratteristiche di gusto e proprietà; in questo caso parliamo dell’estate.

Prendete dei pomodori “cuore di bue” verdi e sodi; dopo averli lavati, tagliateli a fette alte mezzo cm circa, toglietene i semi e tamponatele con della carta assorbente;

questo punto passate i pomodori nel pangrattato e metteteli a cuocere, ben distribuiti e non sovrapposti, in una padella antiaderente dove avrete scaldato poco olio. *

Fateli dorare bene da entrambe le parti, salate e pepate.

Cogliete un bel mazzo di basilico (deve essere abbondante eh) e tritatelo grossolanamente. Cospargeteci i pomodori e quindi versate sopra le uova sbattute con un pizzico di sale coprendo il tutto.

Cuocete da ambo i lati e servite tiepida o fredda.

 

*siccome nel cuocere, le fette di pomodori si ritirano, io ne ho cotte alcune separatamente in una padella più piccola per poi aggiungerle e ridistribuirle a tappare i buchi della padella grande prima di versare le uova.

La “ceciata” – mi cucinano così ma non chiamatemi frittata!

mi cucinano così ma non chiamatemi frittata

CECIATA è il nome che mi sono inventata per quel piatto che solitamente viene chiamato “frittata finta” o “frittata vegana” perché ha l’aspetto di una frittata ma è fatta con la farina di ceci – e di uova neanche l’ombra. In questa assenza non c’è proprio niente di male; quello che proprio non sopporto è la mania veg di imitare, nell’aspetto e nel nome, piatti comunemente consumati da noi “onnivori” a base però di ingredienti vegetali. Il seitan, il muscolo di grano e tutti quegli alimenti vegetali ricchi di proteine che comunemente si usano nella cucina vegetariana e vegana (e che io non disdegno affatto nella mia di cucina) vengono solitamente venduti, cucinati, chiamati e pubblicizzati in modo da ricordare piatti più comuni, salvo poi rivelarsi in tutta la loro diversa sostanza nel momento stesso in cui toccano la prima papilla gustativa. Sembra quasi una sorta di “vorrei ma non posso” e invece non c’è niente di più falso perché solitamente chi ha scelto di seguire una dieta priva di alimenti di origine animale è assolutamente motivato e convinto della propria scelta e, a ragione, anche felice di poter assaporare piatti che spesso non hanno niente da invidiare a quelli con ingredienti di origine animale. Ma allora perché, mi domando, la bresaola di muscolo di grano? Che nell’aspetto somiglia tanto a quello di uno dei miei affettati preferiti e al sapore ovviamente è tutta un’altra cosa? Tra l’altro, questa discrepanza tra l’aspetto e il sapore, secondo me va a scapito di questi alimenti e rafforza, nei mangiatori di tradizione, l’idea che i prodotti veg non siano buoni. Il nostro cervello è una gran macchina, ma ingannarlo non sempre è proficuo: se faccio assaggiare al mio babbo settantenne una cosa che somiglia alla bresaola ma che poi ha un sapore completamente diverso, è sicuro che lui – in barba a tutte le mie spiegazioni – penserà che quell’alimento non è buono. Ecco, trovo semplicemente che per dare piena dignità a questi cibi gli si debba riconoscere una loro unicità, una – passatemi l’espressione -differenza di genere.

Ma veniamo alla Ceciata che, vi assicuro, alla frittata non ci somiglia minimamente (somiglia molto più alla cecina naturalmente) ma è altrettanto buona:

150gr di farina di ceci*

un bicchiere e mezzo di acqua

un pizzico di sale*

olio e.v.o*

pepe nero

verdure a piacere*

In una ciotola unire alla farina di ceci l’acqua, un cucchiaio d’olio, un pizzico di sale e mischiare bene facendo attenzione a non lasciare grumi. In una padella saltare delle verdure a piacere e, una volta cotte, unire la pastella (che risulterà non troppo soda) e far cuocere bene da entrambi i lati (più a lungo di quanto non si faccia con le uova). Prima di servire macinare sopra un po’ di pepe. Ottima anche come antipasto o per un aperitivo tagliata a piccoli rombi; è buona sia calda che appena tiepida.

*ingredienti biologici

Qui gatta cicoria

“Ma quanto è bella la cicoria” disse la massaia contemporanea. “Grazie, non sei male neanche tu” rispose la cicoria.

da “I deliri della Massaia Contemporanea”

La cicoria spettinata
La cicoria spettinata

Ho scoperto la cicoria! Non che ignorassi la sua esistenza ma non l’avevo mai assaggiata e tantomeno cucinata. È apparsa qualche settimana fa nel listino del fornitore di verdure del G.A.S. e ho pensato di provarla: è stato amore a prima vista! È bella nei suoi eleganti ciuffi scarmigliati, si pulisce velocemente ed ha molte proprietà benefiche per il corpo. A questo link potete trovare tutte le spiegazioni http://www.greenme.it/mangiare/altri-alimenti/10284-cicoria-proprieta-usi

Per quel che so, la si può usare sia cotta che cruda ma io la preferisco cotta perché è una verdura piuttosto amara e usata cruda, ad esempio nell’insalata, per me è troppo forte. Ma cotta e magari unita in qualche ricetta con altre verdure è perfetta. Io per adesso l’ho cucinata saltata in padella con aglio e olio come contorno, l’ho usata nella pasta, in una torta salata e in uno strudel di verdure. Ma la preparazione che mi ha soddisfatta di più è stata la

Frittata con patate e cicoria

Ingredienti per 2 persone:

4 uova

2 patate

300 gr di cicoria (la parte più alta, fogliosa, tralasciando le coste)

Parmigiano

1 spicchio d’aglio

olio e.v.o e sale q.b.

Lessare la cicoria poi scolarla, strizzarla e tagliarla piuttosto finemente per saltarla in padella con olio e aglio. Intanto tagliare a dadini le patate e cuocerle in padella con l’olio. Sbattere le uova con un pizzico di sale e del formaggio Parmigiano grattugiato. Una volta che saranno pronte, unire le due verdure in un’unica padella, schiacciarle un pochino con la forchetta e poi versare le uova e procedere alla cottura.

Et voilà la frittata è fatta! Ops…

Frittata con cicoria e patate