Il gelo dell’estate scalda l’inverno

IMG_3440

Gelo siciliano. Quasi un ossimoro. Eppur vero.

L’estate scorsa ho sentito più e più volte nominare il gelo di mellone. Dopo essermi crogiolata un bel po’ nel dubbio ho scoperto trattarsi di un dolce tipico siciliano a base di cocomero (il “mellone” appunto). Poi ho scoperto che si tratta di una specie di budino, che è facile da preparare e che si può fare ad un’infinità di gusti senza restare quindi confinato al periodo estivo per mancanza di materie prime.

Ho approfittato di una delle cene del mio Gruppo d’Acquisto Solidale che aveva come tema la Sicilia e come sottofondo musicale la “Cavalleria Rusticana” per cimentarmi col gelo…di caffè. Poi, tanto mi/ci è piaciuto che ho provato altri gusti e devo dire che, per adesso, quello meglio riuscito è al limone – che alla prossima cena a base di pesce sicuramente salterà fuori rimpiazzando gelato o sorbetto.

Ecco dosi e modo di preparazione:

IMG_3565

800 ml di acqua

250 gr di zucchero

200 ml di succo di limone

90 gr di amido (maizena).

La maggior parte delle ricette prevede di tenere in ammollo negli 800ml di acqua la buccia grattugiata del limone per una notte ma io questo passaggio l’ho saltato per mancanza di tempo e credo che il risultato non ne abbia risentito particolarmente.

Mettere in una pentola l’acqua, lo zucchero, il succo di limone filtrato e l’amido setacciato. Accendere il fuoco a fiamma moderata e girando costantemente arrivare al bollore. Far bollire per qualche secondo in modo che si addensi e poi spegnere il fuoco continuando ancora a mescolare un po’. Intanto avrete preparato uno stampo da budino (o stampini più piccoli a porzione) bagnando l’interno con acqua o liquore (io ho usato il rum). Versare il composto nello stampo, lasciarlo intiepidire e poi metterlo in frigorifero per almeno 3 ore (ma se ci starà di più sarete più sicuri della riuscita).

Al momento di servire rovesciare lo stampo sul piatto da portata e guarnire con scorze di limone o scaglie di mandorla ma anche farina di cocco o cacao, secondo i vostri gusti.

IMG_3433

Per quanto riguarda invece il gelo di caffè, ecco qui le dosi:

IMG_3564

500 ml di caffè

80 gr di zucchero

45 gr di amido

20 gr di cacao in polvere

1 cucchiaino di cannella in polvere

Buon gelo a tutti! Ma che abbia il calore e la morbidezza dell’estate.

Annunci

Torta Frida – Viva la vida!

La torta Frida

La torta Frida

Arte, Passione politica, Amore, Dolore, Messico. Frida Kahlo.

Frida Kahlo in una foto di N. Muray a New York nel 1939

Frida Kahlo in una foto di N. Muray a New York nel 1939

Qualche giorno fa sono stata a Roma a vedere la mostra dedicata alla pittrice messicana; due giorni al femminile – impronta familiare indelebile – con mia mamma, mia sorella e mia nipote, per calarsi nell’opera di una donna che nonostante la sofferenza ha proseguito il cammino (come mia mamma), che ha amato includendo tutto, anche le contraddizioni e i superamenti di sé stessi e l’indicibile (come mia sorella), che ha trovato nell’arte la sua voce (come me) e che ha sempre rinnovato lo slancio per amare la vita: nel suo ultimo dipinto, otto giorni prima di morire, scrive su una fetta di cocomero “viva la vida” – anche con tutte le sue schifezze, i dolori fisici e dell’anima, lei lo scrive (Viva la vida Adele, e che ti mandi le cose migliori). Già questo è sufficiente a renderla un’eroina, un’icona quale è stata (infatti, la prima donna latinoamericana ritratta su un francobollo U.S.A nel 2001) senza contare l’impegno civile e politico e la forza delle sue opere.**

Francobollo statunitense

Francobollo statunitense

Quando un’idea ti frulla in testa, spesso la sua essenza si manifesta in quello che fai, e se stai pensando a quale dolce preparare per cari amici che vengono a cena è inevitabile che, eccitata per la trasferta romana, io abbia sfornato un dolce che era un po’ Frida, che era un po’ donna al profumo di Messico: una crostata di ricotta al cocco con marmellata di limes.

IMG_0047

Ho tribolato non poco perché insicura dell’accostamento cocco-lime ma visto che anche “La grammatica dei sapori” mi dava ragione, perché non tentare?

Lime&Cocco: unito alla sonnolenza tropicale del cocco, il lime è il pungolo per alzarsi dall’amaca e fare esercizio. Una glassa al lime su un dolce al cocco richiede un’intensità eccezionale per allontanare la dolcezza pesante. Una grattugiata di cocco fresco e qualche goccia di succo di lime renderanno più ricco e dolce un ananas, come fanno con il pesce, cotto o crudo. In India, striscioline di cocco fresco sono mescolate con succo di lime, aglio schiacciato e peperoncini piccanti, per servirli con il curry.

(N. Signit, La grammatica dei sapori, p. 301, Gribaudo editore. Ne parlo qui)

IMG_9916

Così, pensando ad un burroso cocco sdraiato su un’amaca avvolto nell’odore fresco del lime di un margarita, ho rammentato i colori accesi di Mèrida (MX) e le infinite tonalità di verde e di blu dello Yucatàn tutto, e ho cucinato uno dei dolci meglio riusciti (a me) dai tempi del surrealismo: ma invece di avere “la magica sorpresa di incontrare un leone in un armadio, dove si è certi di incontrare camicie” (cit. F. Kahlo a proposito di Surrealismo), si trova un gusto fresco e delicato dove si pensava di trovare il peso di un’eccessiva dolcezza.

IMG_0042

Merito è anche di Maghetta Streghetta nel suo Gikitchen: mi ha servito su un piatto d’argento la pasta frolla perfetta per questa crostata, essendo sì poco dolce. Ho seguito la sua ricetta apportando qualche piccola modifica.

IMG_0041

Ingredienti

Frolla:

Zucchero bianco 80gr

Farina di kamut (il Farnetino)* 300gr

Burro* 150gr (piuttosto freddo e a pezzetti)

1 uovo + 1 tuorlo*

Scorza grattugiata di 1 lime

1 pizzico di sale*

Ripieno:

Ricotta vaccina* – MUUU!!! – 500gr

Granella (farina) di cocco 100gr

Zucchero grezzo di canna* 20gr

1 uovo*

Copertura:

succo di 1 lime (tipo quello di cui avete usato la buccia?!!!)

1 lime intero

1 cucchiaio di zucchero di canna grezzo*

Acqua q.b.

IMG_0671

Per quanto riguarda la pasta: unire uova e zucchero emulsionandole bene. Nella farina (col sale) aggiungere il burro e procedere pizzicando, quindi grattugiare la scorza del lime e aggiungere infine il composto liquido procedendo a impastare (il minimo indispensabile) per avere una pasta omogenea. Formare una palla, ricoprirla con pellicola e lasciarla in frigo 40 minuti circa.

IMG_0672

Intanto accendere il forno e procedere al ripieno mischiando tutti gli ingredienti fino ad ottenere una crema. Trascorso il tempo, stendere la pasta in una teglia o pirofila con carta forno o burro e versarvi il composto di ricotta: infornare a 180° per almeno 30 minuti. Procedere con la marmellata facendo bollire in un pentolino il lime tagliato molto sottile col succo dell’altro lime e lo zucchero. Se necessario aggiungere un po’ d’acqua e ultimare la cottura. Togliere qualche fetta di lime per guarnire e frullare il resto col frullatore a immersione. Una volta che la torta si sarà intiepidita, versare sopra lo strato di marmellata e decorare a piacere.

Aspettare che si freddi prima di mangiarla.

IMG_0048

**Per chi avesse voglia di vedere la mostra c’è tempo fino alla fine di agosto ma da settembre la medesima esposizione sarà a Genova.

*ingredienti biologici

Coldplay “Viva la vida” 

 Viva-la-Vida-frida-kahlo-

CRUMBLE DI PESCHE

CRUMBLE DI PESCHE

 

 

José Maréchal, l’uomo dei bicchieri; quello che occupa i miei sogni quando li lascia liberi mio marito. Dal suo libro sto traendo un sacco di spunti e ricette che mi piacciono piacciono piacciono.

Lui mi ha fatto scoprire il CRUMBLE e io lo adoro. Il crumble è una “sbriciolata” a base di farina e burro da realizzare sia dolce che salato e aromatizzato in vari modi a copertura di uno strato morbido (un po’ come avviene nel procedimento della torta amaretti e mandorle) che può essere a base di frutta o di verdura.

Il mio prossimo appuntamento per il crumble sarà con le melanzane ma oggi vi parlo del crumble di pesche e di come l’ho realizzato (io).

Per la pasta:

100gr di farina semintegrale*

100gr di zucchero di canna*

50gr di mandorle in polvere*

50gr di nocciole in polvere*

120gr di burro semisalato

vaniglia

Per le pesche:

8 pesche gialle

6 cucchiai di zucchero di canna

succo di ½ limone

2 cucchiai di Amaretto di Saronno

Pinoli

Sbucciare e tagliare le pesche a dadini e metterle in un tegame con lo zucchero e il succo di limone, lasciar riposare mentre preparate l’impasto del crumble: in una ciotola unire al burro (tagliato a pezzetti e ammorbidito a temperatura ambiente) tutti gli ingredienti e lavorare con la punta delle dita senza impastare; dovrà risultare un composto tutto granuloso e non compatto da far riposare in frigo per almeno 15 minuti.

Accendete il fuoco sotto il tegame e lasciate cuocere le pesche finché risulteranno morbide e il liquido si sarà un po’ assorbito. Una volta pronte aggiungere una manciata di pinoli e l’amaretto e riporre in frigo.

Scaldare il forno a 180° e cuocere le briciole di pasta stese su una piastra coperta di carta forno finché non saranno dorate, poi lasciar raffreddare.

IMG_9041

Servire il crumble componendolo in bicchieri o coppette con la frutta alla base e il crumble sbriciolato sopra. Godete.