Torcetti al sesamo

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Vi capita mai di aver fame ma contemporaneamente non aver voglia di niente? A me succede in questi periodi di festa in cui si fa un gran parlare di cibo e in cui si fa anche un gran mangiare di cibo. Il 1° dell’anno l’ho passato così, apaticamente sul divano, a chiedermi ogni cinque minuti cosa poter mangiare senza aver voglia di cucinare e senza riuscire a individuare un sapore, un gusto, che valesse la pena di mettermi ai fornelli. L’unica idea fissa erano i taglierini all’astice. Difficili da realizzare senza astice e senza taglierini.

Ho dovuto aspettare il 2 gennaio per andare al supermercato e procurarmi gamberi e spaghetti. Gamberi e spaghetti? Si, perché evidentemente il supermercato era stato svaligiato da un’orda barbarica nei giorni precedenti e l’astice non c’era neanche surgelato. I taglierini c’erano ma senza astice non sarebbero stati la medesima cosa (oh, quando una è fissata, è fissata!). Ed ecco allora che ho ripiegato su spaghetti (rigorosamente di “Libera”) e gamberi.

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Ma prima di papparci una cofana di pasta ho preparato una cosa sfiziosetta, ché a me le cose sfioziosette piacciono più dei piatti forti, accompagnando un’insalata di finocchi e arance con dei torcetti al sesamo. Li ho fatti con la mia adorata pasta al vino, quella che uso sempre per torte salate e strudel di verdure; per circa 30 torcetti vi seviranno:

300 gr di farina* (io semintegrale di grani teneri antichi)

100 gr di vino bianco secco

80 gr di olio e.v.o*

un pizzico abbondante di sale

semi di sesamo q.b

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Unite farina, vino, olio e sale e impastate bene fino ad ottenere un impasto sodo e liscio. Via via staccate dei pezzetti di pasta e, come facevate con il pongo da piccoli, formate dei bacherozzi non troppo sottili, torceteli un po’ per dargli un leggero movimento a spirale e passateli nei semi di sesamo.

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Disponeteli sulla placca del forno foderata di carta forno e passateci sopra un filo d’olio. Infornate per 15-20 minuti a 180° in modalità ventilata.

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Saranno ottimi con l’insalata ma anche con qualche salsa o tapenade per l’aperitivo; avvolti da fette di prosciutto o altro affettato a vostro gusto come antipasto o spuntino.

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E che sia un nuovo anno sfizioso per tutti!

*ingredienti biologici

Polpette in prestito

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Cercando in rete una ricetta che potesse farmi utilizzare insieme pollo e melanzane, ieri ho trovato questa, di polpette. L’ho presa in prestito per provarla e siccome mi è piaciuta proprio tanto la prendo in prestito nuovamente per consigliarvela.  La trovate qui. Queste sono le mie, ottime come secondo piatto ma anche per un aperitivo:

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le ho accompagnate con delle carote in salsa speziata:

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semplicemente bollite poi saltate in padella con olio e gomasio e infine amalgamate in una salsa fatta con  panna di soia e spezie miste.

Rivisitazioni

 

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Per fortuna non sempre è necessario inventarsi chissà quali complicate ricette; talvolta basta rivisitare con un po’ di grazia le cose buone di tutti i giorni. Ecco due idee per un antipasto o un aperitivo.

Burro e acciughe:

usate del burro prezzemolato e un fiore di cappero per rendere un crostino “burro e acciuga” più invitante. Sarà sufficiente aggiungere del prezzemolo tritato al burro ammorbidito prima di spalmarlo sul pane tostato e aggiungere un fiore di cappero (magari di Pantelleria) per far compagnia all’acciuga.

Burro e acciughe
Burro e acciughe

Uova al tegamino:

io le adoro! Però è difficile proporle a degli invitati. Ma non se si usano delle uova di quaglia cotte in una formina per biscotti e adagiate su crostini di pane tostato tagliato con la medesima forma.

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Uova di quaglia al tegamino fiorito

 

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Se poi trovate dei peperoncini verdi dolci della misura giusta, potrete sostituire le formine dei biscotti con delle rondelle di peperone che avrete prima scottato nella padella antiaderente!

 

 

Tartare di salmone e avocado alla nostalgia messicana

Tulum- Messico
Tulum- Messico

Per cena, orata al forno con patate…

E nell’attesa? Un aperitivo!

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Stappo una bottiglia di bianco fermo “Cento passi” di Libera Terra, tiro fuori le mandorle che ho tostato qualche giorno fa, faccio ammorbidire un po’ di burro (un burro artigianale, biologico che ha un sapore così intenso da sembrare quasi un formaggio – in effetti lo è), taglio dei bocconcini di pane e preparo una tartare di salmone e avocado.

Sarà che la memoria in questi giorni corre spesso al marzo di un anno fa, al Messico, alla sua luce e alla luna di miele, ma quando al supermercato ho visto l’avocado e il lime, non ho resistito; anche perché, per miracolo, gli avocados erano maturi e non duri come al solito. Poi al banco del pesce c’era del salmone già preparato per la tartare e così…

IMG_5609Tagliare a dadini mezzo avocado; per il condimento emulsionare olio e.v.o.*, gomasio*, succo di un lime e due cucchiaini di tequila. Unire il salmone all’avocado e condire; far riposare per circa 15 minuti. Servire in coppette dopo averne bagnato il bordo con uno spicchio di lime per poi passarlo nei semi di sesamo tostati (come si fa per le coppe di cocktails margaritas con il sale) e decorato con una fetta di lime.

A questo punto servire il tutto godendone a pieno, far consumare con calma la candela che avrete acceso e poi passare alla cena!

Orate al forno con patate
Orate al forno con patate

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SFIZIO!

Aperitivo all'improvviso
Aperitivo all’improvviso

All’improvviso un aperitivo…

frigo vuoto

mandorle finite

formaggi, pausa

salse neanche l’ombra

pane non ce n’è

trovo nell’ordine: un po’ di schiacciata al bar sotto casa, filetti di tonno sott’olio, un barattolo di ceci* e un sacchettino di pomodori secchi che volevo mettere sott’olio.

Faccio rinvenire al vapore i pomodori secchi e li trito a coltello, faccio bollire un po’ i ceci nella loro acqua perché troppo duri per ciò che ho in mente, sciacquo e poi trito dei capperi sotto sale che avevo in frigo. Unisco gli ingredienti in una ciotola, poi faccio sgocciolare il tonno dall’olio e comincio a sminuzzarlo e lavorarlo bene con le dita come insegna Al Pacino a Michelle Pfeiffer in “Paura d’amare” (film che mi manda in brodo di giuggiole e che riguarderei una volta al mese; con attori fantastici – tutti – e un uomo e una donna belli come pochi).

Giro bene tutto col cucchiaio, poi scolo i ceci e quando sono tiepidi li schiaccio grossolanamente e li unisco al resto. Dopo aver salato e pepato il tutto, in una tazza emulsiono dell’olio e.v.o.* con salsa senape con i quali condirò la mia farcitura della schiacciata. Lascio riposare per un po’ il composto in modo che i sapori si amalgamino e poi farcisco dei pezzetti di schiacciata tagliati a metà…

…et voilà

un colpo di sole... ops! di genio!
un colpo di sole… ops! di genio!

*ingredienti biologici

FOTOROMANZO Le Fromage e La Girolle, une histoire d’amour

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Alcuni anni or sono ho fatto un viaggio nel sud della Francia. A trovare una coppia di amici trapiantati a Sète, città natia di Georges Brassens; pittrice danese lei, viticoltore biodinamico italiano lui. Tra le molte cose bellissime di quel primo viaggio in Languedoc-Roussillon, LOU PASTROU (“il pastore” in occitano), un formaggiaio che sulle sue assi di legno easy-chic conservava brandelli di paradiso. Da lui non solo ho sognato contemplando il centro pastoso della grande latta piena di burro ma ho conosciuto alcuni formaggi buonissimi tra cui uno svizzero, la Tete de Moine.

Rientrata da quel viaggio con le papille gustative esaltate e gli occhi pieni di bellezza, un giorno, per mercatini, mi sono imbattuta in una “girolle” – coltello orizzontale per tagliare la Tete de Moine – e l’ho comprata, convinta che in qualche modo sarei incappata un giorno anche nel tipico formaggio vaccino da gustare in fiori. E invece no, il formaggio non l’ho mai trovato e la girolle è rimasta nel cestello della cucina, sbatacchiata tra una padella e un contenitore per conservare gli alimenti.

Non è Demi Moore in Ghost ma La massaia contemporanea alla girolla
Non è Demi Moore in Ghost ma La massaia contemporanea alla girolla


Fino a che due amici, membri del G.A.S trasferitisi in Svizzera e di passaggio a Firenze, ne hanno portate due forme. E allora la riunione del gruppo d’acquisto si è trasformata nuovamente in conviviale cena a base di squisitezze e per una volta in boudoir ruffiano per l’amoroso incontro tra la girolle et le fromage. Penetrante lei, accogliente lui; e sbocciarono le rose.

La rosa
La rosa

Ho ritrovato un sapore; sono andata incontro all’Universo; ho arricciato e mangiato fiori di formaggio. Sono stata felice.

E stasera di più:

un aperitivo subitamente mutato in cena che dalla svizzera chierica monacale è passata allo stracchino invecchiato di Lamporecchio (PT) scivolando su “Cento passi” – vino bianco di Libera Terra*. Tra pistacchi e miele d’acacia per finire con qualche cucchiaio di  yogurt con miele, odore d’arancia e semi di sesamo.

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* in Francia si beveva il Muscat… (con molta gioia, aggiungerei)

FOTOROMANZO La forza del destino

personaggi e interpreti

Girolle in La Girolle

Tete de Moine in Le Fromage

Carotina nel ruolo di se stessa

e l’amorevole partecipazione de Le Mani

 

La Girolle, chiusa in un cassetto, soffre il senso dell'inutilità
LA GIROLLE, CHIUSA IN UN CASSETTO, SOFFRE IL SENSO DI INUTILITA’
Le Fromage, distante, oltralpe, soffre la solitudine
LE FROMAGE, DISTANTE, OLTRALPE, SOFFRE LA SOLITUDINE
Una sera, finalmente, si incontrarono
UNA SERA, FINALMENTE, SI INCONTRARONO
Se son rose fioriranno, pensarono
“SE SON ROSE FIORIRANNO”, PENSARONO prendendo il destino tra le mani
…E FIORIRONO
…E FIORIRONO

…intanto a Carrot Town…

 

Carotina sogna un ruolo importante in un film dell'orrore e si immagina trucidata da una lama rotante
Carotina sogna un ruolo importante in un film dell’orrore e si immagina trucidata da una lama rotante
si immagina danzare col tutù
poi si immagina danzare col tutù
un po' come Ginger Rogers ma senza Fred Astaire
un po’ come Ginger Rogers, ma senza Fred Astaire