IRISH STYLE: insalata di patate e gamberi in salsa di whiskey

IMG_6938

   verde                                                musica                                                   trifogli                                          pub

                        mucche                                                 cieli                                            torba

             vento                              croci                                                  acqua                                viandanti

     cavalli                                                       birra                                             pecore                                         simboli

                             golf                                                  folletti                                                soprusi

      santi                                  oceano                                              gioventù                                         fiori

IMG_6918

La prima settimana di agosto sono stata in Irlanda con la mia mamma, esuberante e generosa settantatreenne appassionata di viaggi. Confesso che ogni tanto mi sento in imbarazzo, io che – forse per compensazione – in gruppo tendo all’invisibilità. Ma riconosco che la sua vitalità e simpatia surclassano quelle di tante persone ben più giovani di lei – me compresa.

IMG_6921

In Irlanda c’erano 15 gradi e si indossava il piumino ma se si beveva l’irish coffee alle 10,00 di mattina poi si stava ben caldi per tutta la giornata.

IMG_6923

IMG_6924

In Irlanda ci sono valori antichi ma prese di posizione estremamente moderne. In Irlanda ho mangiato le ostriche più grandi che abbia assaggiato, anche troppo mi permetto di dire, ché buttarle giù in un sol boccone era impossibile.

IMG_6922

In Irlanda hanno sprecato un granchio portandomelo affogato nella panna, che anche lui che sapeva nuotare si è arreso sdraiandosi inerte sul fondo della pirofila con un capo d’aglio attaccato al collo.

IMG_6926

In Irlanda ci sono tante patate che se ci fosse stato mio marito sarebbe stato come un bambino in un negozio di dolciumi (e già qui si può fare della facile ironia, figuratevi se sentivate il racconto del fungo della patata…).

IMG_6929

In Irlanda c’è la guinness che pensavo non mi sarebbe piaciuta e invece…

IMG_6928

In Irlanda c’è il fish and chips (o meglio il cob and fish) con le patate fritte vere e un trancio intero di pesce che ti fa rimanere male perché l’abitudine te l’hanno data i tocchetti ordinati dei fast food e tu il filetto intero mica te l’aspetti. Però che buono!

IMG_6925

Dall’Irlanda ho riportato 830 foto, cappelli di lana e un trancio di salmone affumicato a freddo. Sono pochissimi gli stabilimenti che affumicano il pesce a freddo (ovvero ad una temperatura che non supera i 20-22° contro gli 80-120° del metodo più praticato), perché ci vogliono giorni invece che ore e la resa commerciale dunque è assai più bassa. L’altra sera ho deciso di cimentarmi dunque in una cena di ispirazone irish e se vi va, racconto come è andata.

IMG_6934

Il salmone era davvero buono, il sapore dell’affumicatura delicato come il colore rosa tenue del trancio e l’ho accompagnato molto semplicemente con del pane tostato spalmato di burro (al quale però, dopo averlo ammorbidito, avevo aggiunto prezzemolo tritato e scorza grattugiata di limone).

IMG_6935

IMG_6936

IMG_6937

IMG_6932

E poi mi sono cimentata con una

insalata di patate e gamberi in salsa di whiskey

IMG_6939

4-5 patate di media grandezza

125 gr di gamberoni precotti (sgusciati)

3-4 dita di whiskey (i più bevuti in Irlanda? Jameson, Powers e Tullamore Dew)

½ bicchiere di latte parzialmente scremato (ma ve lo dico, gli irlandesi avrebbero usato la panna fresca)

½ cipolla

½ cucchiaino di concentrato di pomodoro

prezzemolo tritato q.b.

sale e pepe q.b.

farina q.b.

Olio e.v.o q.b.

Ho lessato le patate in acqua salata dopo averle sbucciate e tagliate a tocchetti abbastanza piccoli. Ho infarinato e saltato in padella i gamberi con un goccio d’olio e un pizzico di sale.

IMG_6931

In un pentolino ho fatto appassire la cipolla nell’olio, ho aggiunto il whiskey facendolo evaporare un po’, dopodiché ho aggiunto il latte, un po’ di prezzemolo, sale e pepe, il concentrato di pomodoro e un po’ di farina per far addensare il tutto. Infine ho frullato la salsa ottenuta col frullatore a immersione. Ho unito tutti gli ingredienti e ho servito il piatto a temperatura ambiente con una spolverata di prezzemolo tritato.

La cena è stata irrorata da una birra irlandese scura, simile alla guinness, che ho trovato al supermercato tra le birre artigianali e che ho trovato molto buona: la O’ hara’ s

IMG_6933

IMG_6942

Il risultato mi ha soddisfatta molto, spero piaccia anche a voi

IMG_6920

p.s. in Irlanda anche la carne è molto buona e sicuramente da provare è lo stufato di agnello alla giunness

Annunci

Di pesti e pistou, con la salvia il pasto lo salvi pure tu!

IMG_5628

La mia passione per pesti e pistou (versione provenzale, solo vegetale) ormai ha raggiunto la dipendenza e chi mi segue su Instagram sa che senza quello di rucola e mandorle – nella versione senza formaggio – non posso stare.

11751956_10206107827728268_1621948745484911869_n

Con erbe, olio e frutta secca si possono ottenere moltissime varianti (buona anche quella rucola, basilico e mandorle) cui si può decidere o meno di aggiungere il formaggio (parmigiano e pecorino ad esempio) e il cui utilizzo in cucina è assai vario, costituendo un alleato notevole per l’estate. Sulla pasta, sul pane (la mia preferita), insieme a formaggi di capra, o da aggiungere a qualche vellutata fatta con verdure di stagione, i pesti sono una risorsa veloce e gustosa. Basterà tenere sul balcone qualche pianta di erbe aromatiche e un po’ di frutta secca in dispensa e con l’aiuto del fedele Frullatore a Immersione, in qualunque momento potrete improvvisare una spaghettata o degli originali stuzzichini per l’aperitivo.

Di seguito alcune soluzioni che ho adottato con soddisfazione:

IMG_3617

IMG_5706IMG_5705

L’ultimo esperimento che ho fatto è stato con la salvia, erba aromatica che solitamente uso poco. Siccome però non amo le discriminazioni ho cercato una soluzione e la scoperta è stata a dir poco felice!

Dal sapore fresco e delicato per il pesto di salvia vi serviranno:

IMG_5622

30-40 foglie di salvia (secondo la grandezza: io ho colto quelle più piccole e tenere)

la scorza di un limone non trattato (solo la parte gialla)

35 mandorle pelate

4 filetti di acciughe sott’olio

Olio e.v.o qb

sale grosso q.b.

IMG_5623

IMG_5624

IMG_5625

Basterà tritare gli ingredienti nel mixer o col frullatore a immersione partendo dalle mandorle e aggiungendo infine tanto olio quanto basta per raggiungere la consistenza desiderata (più denso per crostini e farciture, più liquido per la pasta) per ottenere in pochi minuti una salsa squisita.

IMG_5626

IMG_5629

IMG_5641

Millefoglie di salmone

  
Voglia di cucinar…saltami addosso! 

In questi giorni di caldo, con pochissima voglia di usare i fornelli, mi ingegno per non farlo. E se non vado a cena fuori (sempre la scelta più allettante) penso a piatti freddi. 

Qualche sera fa mi è venuto fuori un piatto niente male e qui ve lo propongo. Avevo comprato del salmone fresco tagliato sottile, per carpaccio e ho pensato di condirlo con la classica emulsione di olio e limone ma  con l’aggiunta di tante erbe aromatiche fresche (io: basilico, prezzemolo e menta); si tratta di fare un pistou frullando l’olio, il succo di limone filtrato, le erbe e un po’ di sale grosso.

  
Le fette di salmone erano piuttosto strette e lunghe e così ho pensato  di servire il carpaccio su dei piccoli vassoi rettangolari, procedendo a strati: ho tagliato le fette di pesce a misura del piatto e ho proceduto alternandole col pistou (che grazie al limone servirà alla marinatura) e foglie di insalatina al centro.  Ho lasciato marinare 20-30 minuti e poi l’ho servito con semi di girasole e una grattata di pepe nero.

Qui la versione con branzino e pistacchi

Antidoto di un lunedì di giugno

IMG_5088

È lunedì pomeriggio. È la fine di giugno. È caldo. È il momento in cui, ripensando al fine settimana appena trascorso, già si sogna quello a venire. E viene voglia di strappare le pagine del calendario che separano il primo giorno della settimana – quello in cui lo stress da ripresa ci rende lunatici – dal venerdì, il giorno della vendetta.

Adesso prendete il martedì o il mercoledì che avete strappato (andrà bene anche il giovedì se preferite) e appuntatevi queste coordinate

latitudine 43.6740769

longitudine 11.087561999999934

ovvero Via Trucione, 41, 50025 Montespertoli FI, Italia

IMG_5091

poi prendete il telefono, componete il numero 335 6683147 e prenotate un tavolo all’Agriturismo Borgostella per il fine settimana (venerdì? Sabato? Domenica? Venerdì, sabato e domenica?)

 

Cominciate quindi a visualizzare vigneti in pendenza, tramonti toscani sulle colline del Chianti (per chi non ne avesse mai consumato uno consiglio di rimediare quanto prima e con occhi avidi) e sorsi di birra artigianale come se un domani ci fosse e lo si volesse vivere parecchio bene. Questo sarà il pensiero che vi salverà in questa settimana che il meteo annuncia torrida.

IMG_5092IMG_5095

IMG_5093

Potrete accompagnare la Birragricola ad una pizza buonissima ed estremamente digeribile cotta nel forno a legna a cui probabilmente verso le 23, se sarete ancora lì, vi accosterete per scaldarvi perché l’aria intanto si sarà fatta fresca.

IMG_5096

Una pizza fatta con ingredienti di qualità e di stagione, un luogo semplice ma pieno di cultura, la cultura delle tradizioni, del recupero della tradizione e della sostenibilità.

IMG_5094

Scoop! Oliva salva Mozzarella a costo della sua vita. Cronaca di un sacrificio culinario.


Quando non posso fare a meno di rivolgermi alla grande distribuzione, la Cooperativa di Legnaia e le botteghe del Palagiaccio disseminate per Firenze e provincia costituiscono una valida alternativa alle bancarelle del mercato di fiducia o al fornitore del gruppo d’acquisto solidale.

E l’altro giorno, che sono andata a fare la spesa proprio alla Cooperativa e ci ho trovato un apposito banchino con i prodotti del Palagiaccio, la vita da massaia mi ha sorriso. [D’altronde la felicità sta nelle piccole cose. (…Già, chissà allora in quelle grandi)].

E qui entra in gioco l’oliva. Perché quando la signora che mi ha servito le tre mozzarelle che avevo chiesto mettendo un’oliva nella vaschetta, ha visto la mia espressione incuriosita, mi ha spiegato come conservarle correttamente  e a cosa serve l’oliva appunto:

una volta a casa togliere subito la mozzarella dalla vaschetta preferendole un contenitore di vetro o ceramica

 riempirlo d’acqua e inserirci l’oliva

adagiarci la mozzarella e versarci il siero che ha rilasciato durante il ritorno a casa.

L’oliva servirà in caso non si voglia mangiarla tutta subito – io per esempio avevo comprato tre fior di latte sapendo che per cena ne avrei usate solo due – e assorbendo l’acidità del siero salverà la mozzarella; lei dopo tre giorni sarà marrone e da buttare mentre noi potremo ancora consumare il nostro buon boccone di latte.


E fu così che una bella di Cerignola si immolò per l’altrui godimento (cosa che succede anche alle belle di altri paesi).

È germogliato un amore

IMG_4634

Avete presente i germogli di soia?

(…)

Quelli del supermercato che sanno tremendamente di erba? (…)

Quelli che avete conosciuto e acquistato in seguito al boom di ristoranti cinesi degli anni ottanta? E che dopo un paio di giorni dall’acquisto lasciano nella vaschetta di plastica quell’acquetta giallognolonerastra (ebbene si, sono l’incubo della Pantone) così inquietante e dall’odore pungente? Ecco, quelli io non li ho mai potuti sopportare. – E forse si intuiva…

(un po’ di tempo dopo…)

Ma veniamo al punto

Signore e signori oggi vi parlo del mio nuovo amore per i germogli.

IMG_4781

Un amore che è ancora un germoglio, un flirt diciamo, ma che con le dovute condizioni astrali si potrebbe trasformare in una passione bruciante…e sì che per lo più i germogli si mangiano crudi!

Una piccola scintilla scattò una sera a cena a casa di Flora (che se mai dirigerò un film, avrà questo titolo). E insomma, arrivarono in tavola bel belli e distesi su un vassoio, avviluppati e vaporosi, brillanti, dei germogli di ravanello e di porro. E fu davvero una bella scoperta. Una sorpresa di delicatezza ma contemporaneamente di sapidità e freschezza.

Nonostante questo, la cosa morì lì. Ma si sa che a volte, perché ci si incontri in amore, il tempismo è tutto; e forse quello non era il nostro momento.

Ma insomma nel frattempo le cose cambiano, gli orizzonti si ampliano e le esperienze culinarie anche, la salute, il benessere, la gola, la voglia di sperimentare etc… etc…

e oggi mi ritrovo con un germogliatore in casa. Per quanto lo userò? Quanto durerà la nostra storia? Non lo so, ma se son rose fioriranno.

E se son semi germoglieranno!

IMG_4637

Pare che i germogli abbiano tantissime proprietà benefiche contenendo grandi quantità di vitamine, minerali e fibre. E devo dire che sono anche molto buoni(non tutti però!). Benché la mia esperienza sia estremamente breve (al momento ho scoperto che i germogli di ravanello mi piacciono e si ottengono con facilità, che i germogli di cicoria per il mio gusto sono troppo amari (e si che a me la cicoria piace tanto!) e sto facendo il tifo per i germogli di porro che mi sembrano così piccoli e delicati – inerti – da farmi temere per il fallimento.

A proposito di fallimenti, io il germogliatore me lo sono fatto in casa assemblando vari cestelli per la bollitura e la cottura al vapore delle verdure e pare che funzioni; però il mio primo tentativo l’avevo fatto con il sistema delle vaschette di plastica, e i germogli si erano ammuffiti tutti. Stavo quindi per cedere alla tentazione di ordinarne uno su internet quando mi è venuta l’idea dei cestelli evitandomi di comprare qualcosa che poi avrei dovuto collocare riavviando il tetris di tutte quelle volte che devo inserire un nuovo attrezzo da cucina o stoviglia nel mio cucinotto.

IMG_4635

Mi sto documentando e un valido aiuto per destreggiarsi è venuto dal bellissimo libro di Rita Galchus “germogli in casa” (logosedizioni) in cui si mostrano diversi sistemi di germinazione, le varie proprietà e i diversi tipi di semi e di loro utilizzo, i temi di ammollo, la resa secondo il quantitativo di semi da germinare e così via.

IMG_4780

A grandi linee comunque funziona così:

in un contenitore dal fondo forato che permetta la scolatura di acqua e che abbia un vassoio che la possa raccogliere (o in un barattolo col tappo a rete) si mettono dei semi (bio!) precedentemente ammollati 

IMG_4633

IMG_4784

sul fondo dei cestelli ho messo della garza perché i semi della cicoria erano molto piccoli e passavano dai buchi di filtraggio

IMG_4785

e tenendoli coperti si passano sotto l’acqua due volte al giorno fino a quando il germoglio spunterà e crescerà arrivando alla grandezza desiderata (2-4 cm).

IMG_4787

A questo punto si lasciano alla luce per qualche ora (circa 4) affinché avvenga il processo di fotosintesi e diventino verdi per la clorofilla.

IMG_4783

Poi si prende quest’esplosione di vita e la si mangia: in insalata, insieme alla quinoa, nelle zuppe, in un pesto, in un panino imbottito… nello yogurt, a manciate… saltati in padella…

IMG_4782

in insalata, conditi con olio e gomasio

IMG_4694

con la “finta parmigiana” per abbatterne l’acidità

IMG_4786

Insieme al pesto di rucola e mandorle tra due fette di pane ai semi oleosi dell’azienda Gli amici del Cerro

I POP NOTES de La massaia contemporanea

IMG_4721

Finito il lavoro nelle scuole, che mi ha portata a giro per la Toscana in moltissime scuole primarie a lavorare con i bambini sull’educazione al consumo (per la coop. Mèta), mi sono ritrovata con un po’ di fogli e fotocopie inutilizzati che, uniti a quelli che avevo già a casa e che solitamente taglio per farne foglietti volanti su cui appuntarmi idee e dati che altrimenti rimarrebbero altrettanto volanti, hanno costituito una notevole risma.

Questa volta, invece di lasciarli così ho deciso di farci dei piccoli quaderni per appunti; il tipo di appunti che si prendono al telefono corredandoli con disegnini e ghirigori mentre si ascolta il nostro interlocutore (chissà se guardando i ghirigori si può capire se l’interlocutore era simpatico o antipatico…). E così sono nati i POP NOTES. Ennesimo tentativo di mettere in ordine la scrivania che non ho. E ho detto tutto.

IMG_4748

Se volete cimentarvi in imprese di riciclo simili, ecco cosa ho usato io:

  • fogli di carta A4 di riciclo

con almeno una faccia bianca, libera; andranno benissimo anche tutti quei fogli che ci arrivano per posta a corredo di bollette, estratti conto ecc… e che non contengono dati sensibili; ma anche vecchie fotocopie o volantini.

  • spillatrice

  • nastri adesivi colorati, nastro adesivo di carta, colla stick

  • e tutto ciò che possono suggerire fantasia ed estro

    ritagli di giornali e riviste, timbri assortiti, adesivi, pennarelli e matite ecc…

    Dopo aver tagliato la carta del formato che preferite (io la metà del foglio A4), riuniteli in piccole risme da 12-15 fogli (o quanti vi permetterà di pinzarne la vostra spillatrice) e poi decoratene la “copertina” e il retro come più vi piace.

Ecco alcuni di quelli che ho realizzato:

IMG_4724

IMG_4734

IMG_4733

IMG_4735

IMG_4723

IMG_4722

IMG_4736

IMG_4737

Il gelo dell’estate scalda l’inverno

IMG_3440

Gelo siciliano. Quasi un ossimoro. Eppur vero.

L’estate scorsa ho sentito più e più volte nominare il gelo di mellone. Dopo essermi crogiolata un bel po’ nel dubbio ho scoperto trattarsi di un dolce tipico siciliano a base di cocomero (il “mellone” appunto). Poi ho scoperto che si tratta di una specie di budino, che è facile da preparare e che si può fare ad un’infinità di gusti senza restare quindi confinato al periodo estivo per mancanza di materie prime.

Ho approfittato di una delle cene del mio Gruppo d’Acquisto Solidale che aveva come tema la Sicilia e come sottofondo musicale la “Cavalleria Rusticana” per cimentarmi col gelo…di caffè. Poi, tanto mi/ci è piaciuto che ho provato altri gusti e devo dire che, per adesso, quello meglio riuscito è al limone – che alla prossima cena a base di pesce sicuramente salterà fuori rimpiazzando gelato o sorbetto.

Ecco dosi e modo di preparazione:

IMG_3565

800 ml di acqua

250 gr di zucchero

200 ml di succo di limone

90 gr di amido (maizena).

La maggior parte delle ricette prevede di tenere in ammollo negli 800ml di acqua la buccia grattugiata del limone per una notte ma io questo passaggio l’ho saltato per mancanza di tempo e credo che il risultato non ne abbia risentito particolarmente.

Mettere in una pentola l’acqua, lo zucchero, il succo di limone filtrato e l’amido setacciato. Accendere il fuoco a fiamma moderata e girando costantemente arrivare al bollore. Far bollire per qualche secondo in modo che si addensi e poi spegnere il fuoco continuando ancora a mescolare un po’. Intanto avrete preparato uno stampo da budino (o stampini più piccoli a porzione) bagnando l’interno con acqua o liquore (io ho usato il rum). Versare il composto nello stampo, lasciarlo intiepidire e poi metterlo in frigorifero per almeno 3 ore (ma se ci starà di più sarete più sicuri della riuscita).

Al momento di servire rovesciare lo stampo sul piatto da portata e guarnire con scorze di limone o scaglie di mandorla ma anche farina di cocco o cacao, secondo i vostri gusti.

IMG_3433

Per quanto riguarda invece il gelo di caffè, ecco qui le dosi:

IMG_3564

500 ml di caffè

80 gr di zucchero

45 gr di amido

20 gr di cacao in polvere

1 cucchiaino di cannella in polvere

Buon gelo a tutti! Ma che abbia il calore e la morbidezza dell’estate.

Straccetti di pollo all’arancia

IMG_3187

Ho parlato solo pochi giorni fa di Ghi e di Arancia annunciando che era iniziata la sperimentazione culinaria con il burro chiarificato.

Ed ecco gli straccetti di pollo all’arancia…

1 petto di pollo*

1 cucchiaino di curcuma

1-2 cucchiaini di ghi (burro chiarificato)*

1 arancia (succo e scorza grattugiata)*

½ cipolla rossa (o 1 scalogno)*

farina q.b.*

sale aromatico all’arancia q.b.**

IMG_3188

Affettare sottilmente la cipolla e intanto far sciogliere in una padella il ghi. Aggiungere la cipolla e lasciar appassire. Tagliare a striscioline il petto di pollo e dopo averlo infarinato farlo soffriggere, avendo cura di scottare tutti i lati affinché la carne non perda i succhi; solo a questo punto insaporire con il sale aromatico all’arancia e un po’ di pepe. Aggiungere la curcuma e il succo dell’arancia. Lasciar ritirare a fuoco vivo e prima di servire grattarci sopra un po’ di scorza d’arancio.

IMG_3189

*ingredienti biologici

** il sale aromatico all’arancia è stato uno dei regali handmade che ho fatto lo scorso Natale agli amici,

insieme a quello lavanda-rosmarino-arancia,

IMG_3193

allo zucchero all’arancia (fantastico nel caffè d’orzo), quello al cacao,

IMG_3191

 e alle mele essiccate con cannella e zucchero vanigliato.

IMG_3192

Tutto grazie al mio essiccatore!

Naturalmente anche i barattolini sono opera mia.  🙂

Barrette di cereali

IMG_3213

Non farò preamboli a questa ricetta. Chi è amante del genere la provi; sono buone, personalizzabili, veloci e si conservano bene, quindi non ci sono scuse.*

Ingredienti per circa 10 barrette:

IMG_3219

150 gr di cereali (io 110gr di fiocchi d’avena e 40 di fiocchi di mais)

50gr di burro o di ghi

3 cucchiai di miele (anche 4)

2 cucchiai di zucchero di canna grezzo

20gr di farina di cocco disidratato

20gr di semi di zucca

10gr di semi di sesamo

20gr di mandorle o nocciole o noci

qualche fetta di mela essiccata (ma potrete mettere uvetta, frutti di bosco o qualunque frutto essiccato vi piaccia)

IMG_3218

Scaldare il forno a 180°.

Far sciogliere il burro, il miele e lo zucchero in un pentolino. Dopo aver tritato grossolanamente i semi di zucca, i fiocchi di mais e le mandorle, in una zuppiera unirli a tutti gli altri ingredienti secchi e mischiarli bene.

IMG_3217

Versarci sopra i liquidi tiepidi e mischiare bene in modo che tutti gli ingredienti si amalgamino senza che rimangano parti asciutte. Versare il tutto in una teglia foderata di carta forno e appiattire con una spatola in modo da formare un rettangolo spesso circa 1 cm.

IMG_3215

Infornare per 10 minuti. Togliere dal forno e con la spatola ricompattare il rettangolo se col calore avesse perso un po’ la forma. Aspettare che si freddi e poi tagliare formando le barrette della grandezza che più si preferisce.

IMG_3216

Potrete conservarle avvolte in carta forno e chiuse in una semplice scatola di latta, per una settimana.

IMG_3213

*Sinceramente non so se siano economiche ma io gli ingredienti li avevo già tutti…ed ho anche risolto il problema di come consumare i fiocchi d’avena che avevo comprato per fare il porridge, prima di scoprire che non mi piace.