Spaghetti con la bottarga

Prima di tutto partiamo dal presupposto che uno spaghetto con la bottarga, non è mai soltanto un semplice spaghetto con la bottarga. E’ un’arte; oltre che una squisitezza; oltre che un pratico salva cena. E con poche accortezze anche un piatto scenografico da offrire agli ospiti.

Ingredienti per 2 persone:

  • spaghetti 200gr
  • bottarga di muggine grattugiata secca 20 gr circa + bottarga fresca da grattugiare al momento
  • olio e.v.o qb
  • 1-2 spicchi d’aglio
  • abbondante prezzemolo
  • 1 limone non trattato
  • una manciata di pinoli
  • una manciata di pangrattato
  • peperoncino se piace

Mentre fai bollire l’acqua per la pasta, in una padella fai rosolare l’aglio intero sbucciato, il prezzemolo tritato (ma lasciane un pizzicotto per la guarnizione del piatto) e un po’ di peperoncino se ti piace.

Spremi il succo di mezzo limone e aggiungilo al soffritto, lasciandolo sfumare bene a fuoco vivo; a questo punto aggiungi la bottarga e spegni il fuoco.

In un padellino antiaderente tosta rapidamente una bella manciata di pinoli e mettili da parte su un foglio di carta assorbente; ungi il medesimo padellino strofinando con della carta da cucina imbevuta con poco olio e buttaci il pangrattato rimestando bene in modo che si tosti ma non si bruci. Appena si sarà scurito spegni il fuoco e grattaci la scorza dell’intero limone; lascia da parte.

Quando la pasta sarà cotta buttala nella padella col soffritto e saltala rapidamente a fuoco a vivo, aggiungendo i pinoli, e un’altra spolverata di bottarga secca se necessario.

Impiatta gli spaghetti e cospargi col pangrattato. Guarnisci con prezzemolo, un’altra grattugiata di scorza di limone e qualche lamella di bottarga fresca. Et voilà, può iniziare la goduria.

Un ultimo consiglio speciale: se vorrai rendere il piatto ancora più accattivante, dovrai soltanto frullare un po’ di burrata o stracciatella (a temperatura ambiente) e adagiare l’emulsione sul fondo del piatto.

Le ricette salva-cena: l’omelette

Buongiorno! Con l’articolo di oggi voglio inaugurare una nuova categoria di ricette dedicata alla cucina di ricerca…nel frigorifero! Le ricette SALVA-CENA.

I tempi stretti e spesso stressanti cui le incombenze giornaliere ci sottopongono, tra il lavoro e l’organizzazione familiare, non sempre ci danno modo di poter pianificare in anticipo i nostri pasti principali e spesso ci ritroviamo a fissare con sconforto l’interno del frigorifero con la tentazione di prendere il telefono e ordinare una pizza.

Ma gli avanzi e gli ingredienti di base della nostra dispensa possono regalarci grandi soddisfazioni: per questo voglio condividere con te alcuni spunti con cui ho salvato tante delle mie cene e soprattutto i miei nervi!

Uno degli ingredienti che difficilmente mancano in cucina e che rappresentano una grandissima risorsa sono certamente le uova; per fortuna la scienza dell’alimentazione ha smesso di porre veti rigidi sul loro consumo intimandoci di mangiarle al massimo una volta a settimana e quindi ecco che ho deciso di iniziare questa nuova rubrica proprio da loro.

Prima di darti il primo suggerimento però voglio soffermarmi su un aspetto molto importante: l’acquisto delle uova. Io le compro sfuse dal mio fornitore di fiducia lei cui galline hanno modo di scorrazzare libere, a terra, alimentate in maniera sana. Se anche tu hai la fortuna di poterle acquistare in questo modo avrai notato che il guscio spesso non è pulito, allora come comportarsi? Personalmente, se le devo riporre in frigorifero, le strofino delicatamente con un foglio asciutto di carta da cucina in modo da togliere il grosso della sporcizia ed evitare contaminazioni e le sciacquo sotto l’acqua corrente solo al momento del consumo; lavare con acqua il guscio di questo tipo di uova è importante perché, nel romperlo alcune impurità potrebbero entrare in contatto con l’uovo che andremo a consumare, farlo sul momento fa si che l’uovo non perda la sua naturale capacità di protezione e isolamento dagli agenti esterni.

Ma come riconoscere uova di buona qualità se le acquisto al supermercato? Dalla sigla riportata sulla confezione e stampata su ogni singolo guscio. Es: 0 IT 002 PG 052 (seguita dalla data di scadenza o di deposizione)

Se acquisto uova della grande distribuzione scelgo sempre quelle biologiche perché questo garantisce automaticamente che le galline siano state allevate a terra e all’aperto, in modo non intensivo e alimentate con mangime biologico. Nella sigla il metodo di allevamento è rappresentato dal primo numero:

0 = biologiche

1 = all’aperto

2 = a terra

3 = in gabbia

La seconda sigla del codice indica la nazione di provenienza, nel nostro caso IT; seguono il codice ISTAT del comune di ubicazione dell’allevamento, la provincia dell’allevamento e infine la sua sigla identificativa.

Detto questo veniamo a noi e ai fornelli; i modi rapidi per cucinare le uova sono tantissimi (sode, strapazzate, al tegamino ecc…) ma quella che voglio proporvi io oggi è l’omelette che, come l’italianissima e meravigliosa frittata, ci dà modo di recuperare molti avanzi e in più ci regala un modo inusuale di presentare la cena.

Vi elenco gli ingredienti che avevo ieri sera a disposizione per comporre la mia omelette ma la regola è “quel che ho, ci va!” e quindi è imperativo usare la fantasia e gli avanzi:

  • 4 uova
  • un goccio di latte (andrà bene anche un avanzo di formaggio fresco tipo panna, ricotta o…niente)
  • erba cipollina (ma anche basilico, prezzemolo, timo fresco o…niente)
  • un culaccino di verza (ma benissimo anche spinaci, zucchina, funghi o altra verdura avanzata)
  • parmigiano (ma anche pecorino fresco, formaggio a pasta filata, grana ecc…)
  • qualche affettato: io avevo delle fette di tacchino arrosto ma andrà benissimo del prosciutto cotto, crudo, o altro insaccato che non tema il calore
  • sale, pepe, olio qb

Prima di tutto ho affettato sottilmente la verza e l’ho fatta appassire in un padellino con un goccio d’olio e un po’ di sale. Ho sbattuto le uova con poco latte e aggiunto un pizzico di sale, di pepe e l’erba cipollina tritata. Ho messo a scaldare una padella antiaderente con poco olio e ci ho versato il composto di uova; dopo qualche secondo ho coperto con un coperchio e abbassato la fiamma: non dovremo rigirare la frittata quindi sarà necessario far addensare le uova senza che l’unico lato a contatto con la padella si bruci. Nel frattempo, con la mandolina, ho creato delle scaglie sottili di parmigiano.

Quando la frittata è risultata soda, mantenendo acceso il fuoco, ho adagiato su una metà le scaglie di formaggio e coperto nuovamente la teglia per qualche secondo. Dopodiché ho spento il fornello e sopra il parmigiano ho adagiato la verza e le fette di salume. Ho ripiegato la metà “sguarnita” della frittata e sull’altra formando così l’omelette.

Servita su un bel vassoio o tagliere da portata renderà la cena bella oltre che buona e con poco…sbattimento!