Estate è cibo in purezza

L’estate mi dona. Fisicamente intendo: abbronzata sono più bella, gli abiti colorati si accostano bene con i miei capelli scuri e ho piedini che possono permettersi di stare scoperti. L’estate mi dona bellezza dunque, e anche la possibilità di mangiare cibi in purezza; col freddo i piatti sono più elaborati e carichi, mentre il caldo e la poca voglia di stare ai fornelli (e badate bene, ho scritto fornelli, non forno – che di quello, mannaggia a me, proprio non riesco a fare meno) mi danno modo di gustare prodotti in semplicità e freschezza e imbastire quei pasti frugali che amo tanto, in cui la tavola si riempie di piatti e ciotoline dai contenuti più svariati che ognuno poi accosta nel modo e nella sequenza che preferisce. Inutile dire che tutto deve essere di buona qualità.

E proprio ieri, ancora in odor di Sardegna avendoci trascorso 10 giorni di vacanza, mi sono regalata un pasto a modo mio:

Ricotta sarda

Miele di corbezzolo*

Carta musica

Un sapore delicato ma fatto di contrasti tra la freschezza della ricotta, il gusto dolce-amaro del miele di corbezzolo e il sentore salato del pane carasau.

Se proprio non vorrete pranzarci, consideratelo un piatto capace di regalarvi una nota dolce a fine pasto.

*non facile da trovare in continente, potrete sostituirlo col miele che più vi aggrada

Fagottini di pasta fillo con caprino al rosmarino

Io amo il formaggio

J’aime le fromage

I love cheese

Me encanta el queso

Ich liebe käse

Is toigh lean càise

e così via…

In qualunque modo lo dica, in qualunque lingua lo scriva, resta una verità scomoda. Il mio corpo mal lo tollera, il formaggio, e quindi lo centellino. Ma in questi giorni la gola stravince sui crampi e i gonfiori addominali e cedo.

Ma un cedimento può essere anche un trampolino; ed ecco che dall’inciampo della mia forza di volontà è nata una ricettina buona buona e quindi la possibilità di condividere prima il piacere della tavola (con l’amore mio) e poi queste parole (con voi che mi leggete)

Una ricettina che è facile facile, si, ma anche scenografica, ottima per un antipasto d’effetto in una bella cena tra amici.

Ingredienti

– pasta fillo: 2 o 3 fogli a fagottino

– olio e.v.o

– forma monoporzione di formaggio caprino (o misto) con la eventuale buccia edibile: 1 per ogni fagottino

– miele di castagno (o altro miele se preferite)

– rosmarino

– gherigli di noce

 

Per ogni fagottino procedete così:

Se la pasta fillo è in fogli rettangolari tagliatela in dischi e sovrapponetene 2 o 3 dopo averlo spennellati d’olio e.v.o

 

A quel punto adagiate al centro dei fogli la forma di formaggio infilandovi al centro un rametto di rosmarino e spargendone intorno qualche altro ago schiccato.

Aggiungete un po’ di pepe e poi create il fagotto intorno al formaggio e legatelo con uno spaghino da cucina.

 

Quando avrete creato il numero necessario di fagottini adagiateli in una teglia rivestita di carta forno e cospargete con un filo d’olio.

Cuocete in forno statico a 180* per 15-20 minuti facendo attenzione che non si bruci il ciuffetto superiore della pasta fillo (eventualmente coprite con qualche dischetto di carta stagnola)

Intanto, se il miele risulta troppo denso ammorbiditelo un po’ a bagnomaria.

E, una volta cotti i fagottini, mettete sul fondo del piatto un cucchiaino di miele e adagiateceli sopra. Versate un po’ di miele anche dall’alto e poi i gherigli di noci spezzettati grossolanamente.

Vi anticipo delle varianti che ho intenzione di provare presto: inserire uno o due filetti di acciughe sott’olio nel fagottino oppure della pera affettata sottile insieme al rosmarino, eliminando i gherigli di noci e mantenendo solo il miele come aggiunta finale.

Se li provate, fatemi sapere se vi sono piaciuti!

 

Bicchierini di quinoa alla bottarga

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La cucina di ricerca…nel frigo, è quella che preferisco. Inventare buoni piatti con gli avanzi è una grande soddisfazione. Ecco quindi di seguito una sfiziosa ricetta da usare per un antipasto o un aperitivo mangereccio.

Avevo cotto della quinoa per fare delle polpette e come d’abitudine ne avevo cotta un po’ di più per conservarla in frigo ed eventualmente farci un’insalata i giorni seguenti. Così, una sera, colta da fame troppo prima di cena mi è venuta voglia di spelluzzicare qualcosa facendo un aperitivo e guardando in frigo oltre alla quinoa ho trovato un avanzo di bottarga (di quella già grattugiata, secca)…così ho sperimentato quanto segue:

ingredienti:*

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– quinoa lessata e lasciata riposare in frigo o a temperatura ambiente in modo che risulti asciutta

– peperoncino se piace

– bottarga grattugiata secca

– pinoli

– filetti di acciughe

– capperi dissalati

– scorza di limone

– uno spicchio d’aglio

Tamponate qualche filetto di alici sott’olio e grattugiate la scorza di un limone. In una padellina antiaderente tostate dei pinoli e metteteli da parte. In un’altra padella antiaderente scaldate un goccio d’olio col peperoncino e fateci dorare uno spicchio d’aglio intero con i filetti di alici. Saltate quindi la quinoa in quest’olio e una volta insaporita spengete il fuoco e aggiungete la bottarga, la scorza di limone, i capperi tritati e i pinoli (lasciandone qualcuno per guarnire).

Lasciate intiepidire la quinoa e poi servitela in barattoli di vetro o piccoli bicchieri e guarnite con qualche pinolo, un goccio d’olio a crudo e un pizzico di pepe.

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*essendo una ricetta fatta principalmente con ingredienti avanzati non posso specificare le quantità

Appaghiamo lo sguardo, ovvero: combattiamo la desolazione estetica delle diete #2 (bicchierini di riso dolce)

Confesso di essere un po’ in difficoltà nel non riuscire a rassegnarmi alla fine delle vacanze e all’imminente arrivo della brutta stagione (che poi vero, considerarla brutta dipende dai punti di vista). Mi consolo pensando alla zucca che arriva in tavola e al fatto che usare il forno sarà finalmente piacevole (ché io il forno l’ho usato anche in questi mesi – non riesco a farne a meno – ma certo non senza una buona dose di masochismo)

Intanto continua la necessità di alleggerire, evitare l’abbuffo, fare spazio. E così riprendo il discorso avviato perché resta necessario non cedere alla sciatteria che può solo aggravare lo stato di privazione che ci rattrista quando seguiamo un regime alimentare restrittivo. Una portata disposta con garbo su un bel piatto può aiutarci a sostenere l’impegno. Un piccolo trucco? Apparecchiare la tavola e disporre le portate come se avessimo ospiti a cena.

 

Vero è che quando abbiamo ospiti serviamo anche il dessert, ma è altrettanto vero che se siamo a dieta dobbiamo ridurre al minimo i dolci.

Eccomi allora a proporvi un dolcetto non troppo impegnativo che, variando le porzioni, potrà essere gustato a colazione o dopo i pasti, se appartenete alla categoria di persone che non riescono ad alzarsi da tavola senza aver gustato un bocconcino dolce.

Bicchierini di riso dolce

(dosi per 8 bicchierini)

– riso basmati, 150 gr

– latte di mandorla (senza zuccheri aggiunti), 1 lt*

– miele o sciroppo d’acero, 1 cucchiaio

– scorza di limone*

– rapé di cocco, 2 cucchiai

– marmellata di fragole senza zuccheri aggiunti*, qb

Mettete il latte in una piccola casseruola con la buccia di limone e 1 cucchiaio scarso di miele o 1 colmo di sciroppo d’acero. Portate ad ebollizione e versateci quindi il riso dopo averlo sciacquato sotto l’acqua corrente. Badando che non si attacchi fatelo cuocere finché risulterà un po’ scotto e i chicchi tenderanno a rompersi; non lasciate però che si asciughi troppo: dovrà risultare un composto piuttosto morbido perché tenderà ad addensarsi una volta freddo. Togliete la buccia di limone e aggiungete il cocco mescolando bene.

Prendete dei bicchierini e cospargetene il fondo con la marmellata con uno strato di circa 1 cm e poi finite di riempire col riso dolce.

Conservateli in frigo.

Naturalmente questa è la versione leggera ma potrete renderla più golosa mettendo 3-4 cucchiai di zucchero al posto del miele e una marmellata anch’essa con zucchero. Potrete altresì usare latte vaccino al posto di quello vegetale.

* prodotti biologici

Appaghiamo lo sguardo, ovvero: combattiamo la desolazione estetica delle diete #1 (vellutata di zucchini con bresaola croccante)

È il 10 settembre. Oggi rientro dalla Sardegna e si pone definitiva la pietra sulle vacanze estive. Un anno fortunato per la mia estate, in posti belli, a più riprese e con belle – e spesso care – persone. A tutto mare tra Sicilia, Toscana e Sardegna. A tutta bontà tra Sicilia, Toscana e Sardegna. Si insomma, lo potete immaginare; o meglio potete immaginare me che rimbalzo da un arancino, a una salsiccia di cinghiale annaffiata da un rosso di Bolgheri, a una seadas.

Corona alla cucina siciliana per me, che vorrei svegliarmi ogni giorno del mio avvenire con una brioche inzuppata in una granita alla mandorla.

E ora che ci siamo riempiti i pensieri di cose golosissime, parliamo di dieta. COITUS INTERRUPTUS lo so.

Eh se lo so. Comunque non pensiate che mi metta qui a dirvi se fare o non fare la dieta, quanto o cosa mangiare – ognuno farà le proprie valutazioni e seguirà il regime alimentare che meglio si confà alla propria salute e al proprio fisico. Io penserò solo al lato bello della dieta. Quale sarebbe? Quello che creerete voi per rendere piacevole alla vista un piatto di zucchine lesse (che io adoro peraltro, ma che sicuramente non ha tra i suoi pregi quello di essere un piatto visivamente allettante). O una scatoletta di tonno al naturale. O una braciolina ai ferri.

Imperativo non lasciarsi prendere dallo sconforto e dalla sua brutale sciatteria; siate esteticamente curati sia nell’apparecchiare la tavola che nel guarnire i piatti. L’appagamento passa anche dagli occhi e potrà compensare (almeno in parte) lo scarso condimento e le basse calorie. Usate la fantasia, giocate, per rielaborare i piatti che il vostro nutrizionista vi avrà consigliato e trasformateli in qualcosa dall’aspetto invitante e dal nome degno di essere scritto nel menù di un ristorante stellato.

Perché diciamocelo, mangiare una vellutata di zucchine con bresaola croccante è molto più allettante che mangiare tre fette di bresaola col limone e una zucchina al vapore.

Ingredienti:

4-5 zucchine*

1 patata piccola*

Acqua q.b

Un pizzico di sale

Qualche foglia di menta o basilico

Bresaola

Pulite e tagliate a rondelle le zucchine; pelate e tagliate a tocchetti la patata. Mettetele in un tegame e versateci l’acqua sufficiente a coprire a filo le verdure; aggiungete un pizzico di sale, qualche foglia di menta o di basilico e fate cuocere finché le verdure saranno morbide. Col frullatore ad immersione realizzate la vellutata e lasciatela intiepidire. Intanto tagliate a striscioline qualche fetta di bresaola, scaldate una padellina antiaderente e buttatecele dentro finché non si saranno arricciate. A quel punto versate nella scodella la vostra bellissima vellutata ponendo al centro la bresaola croccante.

Auguratevi buon appetito e pensate al vostro pasto non come ad una privazione ma come un atto d’amore verso voi stessi.

Coste in salsa

Un concetto alla base della mia cucina (scrisse la famosa cuoca pluristellata) che seguo sia per una questione di salute che per un principio ecologico e che qui vi ho ripetuto spesso, è quello di cucinare a partire dalle materie prime. Il massimo del prodotto manipolato che mi concedo sono i pomodori pelati.

Un altro principio di base (tempo e voglia permettendo, son sincera) è sfruttare al massimo i prodotti per ridurre al minimo gli sprechi.

In quest’ottica ho cucinato le costole di bietola al pomodoro.

Ingredienti:

– le costole (i gambi) avanzate dalla pulizia delle bietole

– pomodori pelati

– farina qb

– sale & pepe qb

– olio evo qb

Mettete a bollire una pentola d’acqua. Pulite le costole di bietola e tagliatele a metà se sono molto lunghe.

Quando l’acqua bolle, fate sbollentare le coste per un paio di minuti dopodiché scolatele, asciugatele e passatele in un po’ di farina.

Scaldate dell’olio in una padella e poi adagiateci le costole avendo cura di non sovrapporle; fatele dorare e ammorbidire; salatele.

Nel frattempo preparate una salsa di pomodoro con i pelati, un po’ d’olio, sale e pepe. Versate la salsa sui gambi di bietola ben dorati e ultimate la cottura.

Preparati prima e poi riscaldati saranno ancora meglio…come tutte le cose al sugo del resto!

Con il medesimo procedimento potrete cucinare i cardi.

Due al prezzo di una

Dalla ricetta dei peperoni ripieni di quinoa che ho pubblicato la scorsa settimana, si può ricavare un’altra ricetta, che mi piace tanto: le polpette di quinoa.

Usate il ripieno usato per i peperoni avendo l’accortezza però di fare una salsa di pomodoro molto densa e di far intiepidire sia la quinoa che la salsa prima di unirle. Se il composto dovesse comunque risultare troppo molle per realizzare le polpette, potete attuare le seguenti strategie:

  • aggiungete un po’ di parmigiano ( o di lievito in fiocchi per la versione vegana)

  • aggiungete un po’ di pangrattato

  • tenete in frigo per un po’ prima di maneggiare l’impasto.

Una volta ottenuto un buon impasto, formate delle palline, schiacciatele un po’ e passatele nel pangrattato.

Sistematele in una teglia da forno foderata di carta forno e unta con un po’ di olio. Salate un po’ in superficie e passate un altro goccio di olio. Infornate a 180 gradi per circa 20 minuti girandole a metà cottura.

Ho preso il toro per le corna

Ovvero, peperoni ripieni di quinoa.

Non conoscevo questi peperoni ma, come spesso accade, grazie al fornitore di verdura del mio amato gruppo d’acquisto solidale, li ho scoperti e apprezzati: perché belli, buoni e molto adatti ad essere farciti: sono i peperoni corna di toro**

Ingredienti

Peperoni corna di toro, 5*

Quinoa bianca, 1 tazza*

Acqua, 2 tazze

Salsa di pomodoro, qb*

Basilico, 4-5 foglie*

Capperi sotto sale, 2 belle manciate

Sale & pepe, qb

Olio e.v.o qb

Timo, qualche rametto*

 

 

Iniziate sciacquando la quinoa sotto l’acqua corrente; poi fate bollire le due tazze d’acqua e buttatecela dentro con un po’ di sale facendola cuocere finché i chicchi non si saranno aperti mostrando il loro ricciolino bianco. L’acqua dovrebbe essere stata assorbita tutta ma in ogni caso scolate la quinoa e lasciatela riposare un po’ in modo che si asciughi e i chicchi si sgranino facilmente.

 

Intanto preparate della salsa di pomodoro al basilico con un po’ d’olio sale e pepe: io sono partita da dei pomodori maturi ma potrete usare i pelati o la passata, l’importante è che profumi bene di basilico e di estate. Lasciatela raffreddare.

Lavate i peperoni, tagliate la parte superiore con il picciolo, togliete i semi e immergete in una pentola d’acqua che bolle i corni, sbollentandoli per 3-4 minuti. Toglieteli dall’acqua, lasciateli scolare e asciugateli con della carta da cucina.

 

Lavate i capperi e tritateli grossolanamente. Bagnate la quinoa con la salsa di pomodoro finché sarà ben colorita ma non liquida, unite i capperi, un goccio d’olio e aggiustate di sale e pepe.

A questo punto riempite i peperoni con la quinoa e adagiateli in una teglia foderata di carta forno e unta d’olio; salateli esternamente su tutti i lati, versate un filo d’olio e dei rametti di timo.

 

 

Fate cuocere in forno a 180 gradi per circa 30 minuti (ma potrete regolarvi meglio a occhio) rigirandoli a metà cottura.

Questa è una versione praticamente vegana e a mio avviso già gustosa così ma se preferirete, potrete aggiungere anche del formaggio, tipo parmigiano o formaggio a pasta filante.

*ingredienti biologici

**naturalmente andranno bene anche i classici peperoni quadrati

Frittata di pomodori verdi

 

Questo è uno di quei piatti che hanno senso in una stagione ben precisa perché gli ingredienti colti o acquistati in un periodo dell’anno diverso da quello naturale, non avrebbero le medesime caratteristiche di gusto e proprietà; in questo caso parliamo dell’estate.

Prendete dei pomodori “cuore di bue” verdi e sodi; dopo averli lavati, tagliateli a fette alte mezzo cm circa, toglietene i semi e tamponatele con della carta assorbente;

questo punto passate i pomodori nel pangrattato e metteteli a cuocere, ben distribuiti e non sovrapposti, in una padella antiaderente dove avrete scaldato poco olio. *

Fateli dorare bene da entrambe le parti, salate e pepate.

Cogliete un bel mazzo di basilico (deve essere abbondante eh) e tritatelo grossolanamente. Cospargeteci i pomodori e quindi versate sopra le uova sbattute con un pizzico di sale coprendo il tutto.

Cuocete da ambo i lati e servite tiepida o fredda.

 

*siccome nel cuocere, le fette di pomodori si ritirano, io ne ho cotte alcune separatamente in una padella più piccola per poi aggiungerle e ridistribuirle a tappare i buchi della padella grande prima di versare le uova.

Torta rustica gorgonzola e fichi

L’albero di fico e il suo profumo sono una delle cose belle dell’estate. Il frutto poi è una vera goduria.

Se c’è una cosa che mi piace in cucina è il contrasto dei sapori e quindi ecco che le cose agrodolci mi piacciono, così come sentire la dolcezza dell’uvetta e la sua mollezza in un piatto salato (in effetti molto più che dentro ad un dolce). Adoro il formaggio con il miele, il cioccolato al peperoncino e il pepe nella marmellata di fragole. E allora un giorno, un paio di anni fa, ho deciso di unire due sapori assai diversi tra loro ma che fanno parte dei miei preferiti: il gorgonzola con i fichi.

 

Per la pasta matta:

 

250 gr farina*

130 gr acqua

35 gr di olio e.v.o*

1 cucchiaio di aceto di mele* (o aceto bianco o vino bianco)

sale q.b.*

Per il ripieno:

 

200 gr gorgonzola dolce

150 gr gorgonzola piccante

500 gr fichi

miele di acacia o di sulla*

timo

sale e pepe q.b

 

Mettete a fontana la farina, al centro mettete l’olio, un pizzico di sale e gradatamente l’acqua – lavorando l’impasto con una forchetta prima e con le mani poi. Controllate la consistenza via via che aggiungete l’acqua, la dose potrebbe variare in base alla farina, all’umidità, alla tipologia di olio.

Formate rapidamente una palla per poi farla riposare coperta, per almeno mezz’ora a temperatura ambiente.

Trascorso il tempo, stendete la pasta col mattarello su un disco di carta forno e adagiatela in una tortiera tonda.

Bucherellate il fondo con i rebbi di una forchetta e poi riempite con il gorgonzola dolce a pezzetti quindi con quello piccante.

Adagiateci i fichi spellati e aperti in due, salateli e pepateli, cospargete con tante foglioline di timo e infine con due cucchiai di miele.

Infornate a 180° per 25-30 minuti.

Lasciatela intiepidire prima di servirla, ancora meglio se potrete prepararla la mattina per la sera.

*ingredienti biologici

 

Ragù di zucca e olive nere

È arrivata l’ora di salutare la zucca.

< Ciao bella mia, abbiamo trascorso una buona stagione, tra risotti, vellutate e tegliate di verdure al forno. Ti abbraccio, cirisentiamoasettembre, stammi bene. >

Aprile è arrivato, la Pasquetta volge al termine e quindi oggi 2 aprile 2018, saluto la zucca e la metto a nanna fino alla prossima stagione.

Per onorare l’ultima “mantovana” che cucinerò da qui ad autunno mi sono fatta un buon “ragù” di zucca – lo chiamo così in virtù del fatto che la verdura sia tritata; così come la macinata di carne nel ragù vero.

– zucca (già pulita) 300 gr

– porri 1

– olive nere denocciolate

– alloro 1 foglia

– vino rosso 1/2 bicchiere

– olio, sale, peperoncino q.b

– acqua calda q.b

Affettate finemente il porro e rosolatelo in un tegame con l’olio.

Aggiungete la zucca tritata nel mixer e fatela appassire salandola un po’;

unite la foglia di alloro, peperoncino secondo il vostro gusto e sfumate col vino rosso.

Aggiungete le olive anch’esse tritate nel mixer.

Aggiungete un po’ di acqua calda e portate a cottura aggiustando di sale e aggiungendo eventualmente un po’ d’olio. Una volta cotto il sugo, passatelo col frullatore a immersione in modo da renderlo più cremoso.

Una volta cotta la pasta aggiungete un po’ d’acqua di cottura e saltare la pasta nel tegame insieme al sugo.

Budino al cioccolato, calore assicurato

Ancora oggi, 11 marzo, l’inverno non accenna ad uscire di scena. Dopo la neve, la pioggia torrenziale e le temperature destinate, pare, a scendere nuovamente.

E allora sai che si fa? Si prepara una cosa golosa, che scalda il corpo e rallegra la mente. Pochissimi minuti, un frullatore e torna il buonumore.

Ingredienti:

2/3 avocados piccoli (io quelli di “Sicilia Avocado” che sono bio e viaggiano meno di quelli sudamericani)

1 cucchiaio di cacao amaro bio

50 gr di cioccolato fondente 70%

sciroppo d’acero o d’agave bio q.b secondo i gusti

1 tazzina di caffè o di latte vegetale

nocciole intere per guarnire

Far sciogliere a bagnomaria il cioccolato. Sbucciare e tagliare a pezzetti gli avocados e inserirli nel frullatore insieme a tutti gli altri ingredienti. Frullare fino ad ottenere una crema morbida e assaggiare per capire se sufficientemente dolce – eventualmente aggiungere altro sciroppo. Versare in coppette o bicchierini non troppo grandi, è un dolce al cucchiaio piuttosto sostanzioso piacevole da mangiare più spesso in piccole dosi. Come ha detto un amico oggi: “ora basta ma tra mezz’ora ne voglio un altro”.

Guarnire con del cioccolato fondente grattugiato e una nocciola intera.

E sperare comunque che la primavera arrivi presto perché per quanto sia buono il budino niente è più bello del sole e del teporino!

Carta canta!

Il pane carasau e quello guttiau sono prodotti sardi. Si tratta di pane croccante ed estremamente sottile; il carasau è detto anche “carta musica” per via del suo crocchiare sotto ai denti e il guttiau è un carasau che subisce una doppia cottura ed è condito con olio.

Io li uso entrambe molto spesso, perché buoni e perché utili e versatili.

 

L’uso maggiore che ne faccio è da bagnato, usandolo come una sorta di crêpes o di pita: basta passare il pane sotto l’acqua tiepida e lasciarlo riposare pochi minuti finché non si è ammorbidito per poi farcirlo a piacere: marmellata, creme spalmabili, miele&ricotta per una versione dolce; stracchino&rucola, insalata di pollo, hummus per una versione salata.

Oppure le lasagne.

Oggi volevo smaltire un po’ di avanzi e così ho fatto delle lasagnette di carasau al pesto e gorgonzola.

Ingredienti

  • Pane carasau o guttiau (può essere in sfoglie tonde, rettangolari o a spicchi)
  • Pesto genovese (io in realtà ne ho fatta una versione tutta mia col basilico del mio terrazzo)
  • Gorgonzola dolce
  • Olio e sale q.b

Bagnate sotto l’acqua corrente il pane carasau o guttiau e lasciatelo riposare in un piatto. Prendete una pirofila o delle piccole cocottes a porzione e stendete sul fondo un filo d’olio. Quando il pane sarà morbido stendete un primo strato sul fondo della teglia e poi cospargetelo di pesto genovese;

fate 2 strati e al terzo unite anche uno strato di gorgonzola; proseguite col carasau e pesto per altri due strati più quello di gorgonzola.

Terminate con del pane carasau condito in superficie con un filo d’olio e un pizzico di sale.

Infornate per 15-20 minuti a 180 e lasciatelo intiepidire qualche minuto prima di servirlo.

Naturalmente ci si può sbizzarrire con le varianti: tradizionale con ragù e besciamella; vegetariano con verdure e caprino; alla greca con melanzane e feta etc…

Una cascata di riccioli (Spaghetti di zucchine al pesto fantasia)

Quella degli spaghetti di zucchine mi sembrava quasi una leggenda metropolitana; ho visto fior fior di fotografie su Instagram, ho letto articoli di foodbloggers che fanno tendenza, ho letto varie ricette e infine li ho assaggiati – ma cucinati da uno chef (ovvero persona capace e avvezza alla più complessa manualità culinaria). Ma io immaginavo cuochine bugiarde che immortalavano set fasulli – con spaghetti di grano arrotolati e poi tinti di verde – dopo aver scagliato contro la parete la macchinetta infernale, la spiralizzatrice (!!!), che poc’anzi probabilmente aveva spappolato 600-700gr abbondanti di bio zucchine perfette, dritte come fusi e belle sode. 

E invece no, l’aggeggio funziona davvero e io stasera mi sono mangiata un bel piatto di spaghetti di zucchine conditi con un pesto che era la fine del mondo e che, benché felice di aver contribuito al successo della cena, ad un certo punto mi ha fissata mandandomi un messaggio telepatico che diceva più o meno così:

< domani ci si riprova con la roba seria eh, che altrimenti mi va a male la reputazione! >  

Quindi di seguito troverete la ricetta degli spaghetti di zucchine al pesto fantasia; sughetto che ben si adatterà anche ad un bel piatto di pasta tradizionale. 

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Per gli spaghetti:

una volta acquistato lo spiralizer preferito, scegliete attentamente le zucchine: naturalmente saranno bio; abbastanza grosse di diametro (secondo le dimensioni del proprio neo attrezzo); senza troppe imperfezioni e piuttosto dritte, per facilitarne il taglio.

Eliminate le estremità e togliete la buccia se volete – seguite i vostri gusti ed eventualmente aiutatevi con un pelapatate.

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Procedete alla formazione dei riccioli e una volta terminata questa operazione scaldate una piastra o una padella antiaderente, ungetela leggermente strofinandola con un tovagliolo imbevuto d’olio. Una volta calda, cospargete la piastra con un po’ di gomasio (facoltativo); aggiungete gli spaghetti e senza toccarli fate andare un paio di minuti a fuoco vivo poi toglieteli e conditeli col pesto.

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Preparate prima il pesto, così potrete dedicarvi all’ultimo momento al taglio delle verdure che in tal modo saranno belle croccanti e fresche.

Per il pesto:

  • basilico fresco bio 20 gr

  • foglie di menta secondo i gusti (considerate che la freschezza della menta deve essere ben chiara tra i sapori, senza però divenire sentore troppo acuto)

  • mandorle spellate 1 cucchiaio

  • pinoli 1 cucchiaio

  • succo di limone 1 cucchiaio

  • formaggio spalmabile 1 cucchiaio (io philadelphia senza lattosio)

  • due pomodori da insalata non troppo grandi (tolti i semi e le costole più dure e tagliati a pezzi)

  • 1 pomodoro secco

  • olio q.b

  • sale e pepe q.b

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Unire tutti gli ingredienti e frullare col frullatore a immersione procedendo poco alla volta nell’aggiungere l’olio fino a raggiungere la consistenza cremosa tipica dei pesti. Se prima di condire il piatto, il pesto si fosse un po’ rappreso, stemperatelo con poca acqua tiepida.

Della composizione del piatto:

  • mozzarella fiordilatte

  • olive nere denocciolate

Una volta conditi gli spaghetti (avendo l’accortezza di non smuoverli troppo affinché non si spezzino), impiattarli cospargendone poi la sommità con una dadolata di mozzarella e olive.

Un filo d’olio e bon appetit!

 

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Zuppetta di porri gratinata

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Ed ecco qua una zupetta niente male! Economica, facile e anche piuttosto leggera. Una zuppetta che può diventare interamente vegana se si sostituisce il parmigiano con i fiocchi di lievito secco; o un po’ più ricca (soprattutto in calorie) se si sostituisce la panna di soia con la panna vaccina.

Ingredienti per 2 persone*:

  • 5/6 porri

  • 2 belle patate

  • le bucce delle patate (se queste sono bio e di buona qualità)

  • panna di soia

  • parmigiano

  • pangrattato

  • acqua

  • olio e.v.o

  • sale, pepe e noce moscata

  • pane tostato per accompagnare

Mettere a scaldare dell’acqua e salarla; accendere il forno a 180°. Pulire e affettare sottilmente, togliendo la parte più verde, i porri e metterli in un tegame con dell’olio facendoli rosolare dolcemente per poi aggiungere un romaiolo o due d’acqua;

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mentre cuociono i porri lavare bene e sbucciare le patate (tenendo da parte le bucce!) e affettarle con la mandolina aggiungendole così ai porri: salare, pepare e grattare un pizzico di noce moscata (c’è scritto “un pizzico” ma devi leggere “un monte” perché a me la noce moscata piace tanto). Aggiungere via via un po’ d’acqua tirando a cottura: la quantità d’acqua sarà quella necessaria ad ottenere una zuppa molto soda.

Intanto tagliare a striscioline sottili le bucce di patate e dopo averle condite con olio, sale e pepe, metterle in forno finché non saranno ben dorate e croccanti.

La zuppa sarà pronta quando i porri e le patate si saranno sfaldati e ridotti in una purea grossolana. A questo punto spegnere il fuoco e aggiungere tanta panna da cucina quanto sarà necessaria affinché la zuppa risulti cremosa ma densa; coprire e lasciar riposare.

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Preparare la gratinatura mischiando un bel po’ di parmigiano, del pangrattato, sale e ancora un po’ di noce moscata (oh allora!). Ungere due terrine, versarci la zuppa, cospargerla con la gratinatura e infornarla. Far cuocere per circa 10/15 minuti dando un colpo di grill se necessario per dorare bene in superficie. Mentre cuoce la zuppa mettere a tostare alcune fette di pane.

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Servire cospargendo la superficie di bucce di patata croccanti e accompagnare con il pane.

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p.s. consiglio di farla intiepidire prima di mangiarla… 🙂

*tutti gli ingredienti sono bio