Marmellata di peperoncini

IMG_1146È settembre, mese di ri-partenze: si riparte con la scuola, col lavoro e anche con le vacanze – no, non è un refuso, io le vacanze vere devo ancora farle. Un settembre ancor più nostalgico quest’anno, perché malinconico di un’estate che non fu. Un’estate che ci ha lasciato senza scorte per l’inverno (poco sole, poco calore, come reagirà il nostro corpo? e la nostra mente?)…

…niente scorte tranne quella di peperoncini. Si perché il mio orto sul balcone ha dato buoni frutti e tra peperoncini calabresi, habaneros e peperoncini tradizionali, il mio sarà un inverno hot.

IMG_0978Da qualche anno con mi corazón abbiamo l’abitudine di includere nel nostro orto urbano i peperoncini, per fare la marmellata. Quelli tondi come palloncini (che si possono fare anche ripieni) che quest’anno col poco sole e l’acqua abbondante sono venuti polposi, cicciotti; poco piccanti rispetto al solito purtroppo. Ma a pareggiare il conto in cucina ci penserà il messicano.

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La marmellata di peperoncini è molto buona con i formaggi, in particolare quelli freschi; ma si accosta bene anche alla carne – lesso, bollito, fiorentina – e la parte più noiosa della realizzazione è la pulitura: i peperoncini vanno lavati, aperti e svuotati dei semi (con guanti e in un luogo ben arieggiato), per il resto è piuttosto veloce.

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pulendo peperoncini sul terrazzo

 

Ingredienti:

(la dose mi è stata imposta dall’orto…voi però potete farne anche meno…o di più!)

Peperoncini tondi calabresi (già puliti) 1200gr

Zucchero 600gr

½ bicchiere d’acqua

1-2 cucchiai di aceto di mele

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Dopo aver pulito i peperoncini e averli fatti a pezzetti grossolani, mettere tutti gli ingredienti sul fuoco e far cuocere coperti finché i peperoni non saranno belli morbidi. Togliere il coperchio e far evaporare un po’ di liquido se necessario. A quel punto col frullatore ad immersione frullare tutto fino ad ottenere una consistenza bella liscia – fate la prova del piattino e capirete se necessita di ulteriore cottura per addensarsi; altrimenti procedete ad invasare nei barattoli sterilizzati. In alternativa al frullatore a immersione, in caso di peperoncini molto piccanti, potrete usare il passatutto che eliminerà la buccia lasciando la marmellata più dolce, ma io consiglio la prima soluzione.

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p.s. conoscete l’Accademia Italiana del Peperoncino?

La marmellata di fragole e il fazzoletto di Desdemona

 

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oro rosso

Vedeste mai a vostra moglie un fazzoletto ricamato a fragole?”

(Iago; atto III scena III, “Otello” – W. Shakespeare)

Il fazzoletto di Desdemona ha su ricamate delle fragole, ed è magico:

Otello: È così. C’è una virtù magica nella sua tessitura. Una sibilla, che duecento volte aveva contato il corso del sole, lo ricamò, pronunciando scongiuri. I bachi da cui si estrasse la seta erano stati consacrati. I colori con i quali fu tinto, furono estratti da sostanze che si trovano nel cuore delle vergini mummificate.

Quel fazzoletto è perno di un intrigo che porterà la tragedia al suo compimento con l’assassinio di Desdemona, il disvelarsi della verità e il suicidio di Otello. E quelle fragole ricamate, che in origine simboleggiavano amore e stima,

Otello: Quel fazzoletto lo dette a mia madre una maga egiziana, che leggeva il pensiero. Disse a mia madre che fintanto lo avesse conservato, ella sarebbe apparsa desiderabile agli occhi di mio padre, il quale non avrebbe aspirato ad altro che al suo amore.

si son fatte rosse di gelosia e rabbia.

Come poterle redimere da un così funesto ricordo e tornare ad amarle senza ombra alcuna? Con un filtro d’amore: la marmellata di fragole con menta e pepe rosa; rosso passione, rosa d’affetto, verde speranza.

  • 2 kg di fragole*

  • 1 kg di zucchero di canna integrale*

  • 2 limoni*

  • 2-3 rametti di menta

  • pepe rosa (una manciata scarsa, o secondo il vostro gusto)

Scegliete fragole perfette per ottenere un sentimento puro, tagliatele a metà o in quarti e lasciatele in infusione con lo zucchero e il succo dei limoni che insieme creeranno la condensa del vostro desiderio. (Tutte le ricette consigliano 12 ore di macerazione, ma io non avevo tempo e ce le ho lasciate si e no mezz’ora). Mettete le fragole e il liquido che avranno fatto nel vostro calderone e iniziate a cuocerle girando regolarmente con un mestolo di legno. Dopo circa 20 minuti aggiungete la menta e il pepe rosa e continuate a far sobbollire pensando all’amore vostro o a quello che vorreste lo diventasse. (Non essendo state sufficientemente a riposo tenderanno a non disfarsi e quindi ad un certo punto dovrete usare il vostro fedele frullatore a immersione o il passatutto se volete essere meno aggressivi o eliminare i semini gialli). Cuocete finché la prova piattino** non risulterà soddisfacente ma sappiate che, essendo la fragola un frutto con poca pectina, la marmellata tenderà sempre a risultare più liquida di altre. Poco prima di toglierla dal fuoco aggiungete la scorza grattugiata di uno dei limoni che vi regalerà la gioia del sole e dei corpi semi nudi.

Una volta pronta versatela nei barattoli che avrete sterilizzato e, dopo averli chiusi bene, capovolgeteli affinché si formi il sottovuoto.

Quando l’oggetto del vostro desiderio l’assaggerà, forte gli arriverà la dolcezza della fragola e avrà voglia di abbracciarvi; poi avvertirà la piccantezza del pepe e avrà voglia di toccarvi e quando la sua bocca rimarrà pervasa dalla freschezza della menta, avrà voglia di baciarvi. Lasciatelo fare.

filtro d'amore: rosso passione, rosa d'affetto, verde speranza
filtro d’amore: rosso passione, rosa d’affetto, verde speranza

E se un giorno il tarlo della gelosia dovesse impossessarsi di voi o di lui (oggetto del desiderio), preparate della pasta frolla pensando ad Otello e farcendola con il vostro filtro d’amore cuocete dei fazzoletti di Desdemona – non avranno lacrime da raccogliere, solo perle di sudore d’amplesso da detergere.

Il fazzoletto di Desdemona
Il fazzoletto di Desdemona

 

Pesto di rucola

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Avete mai provato il pesto di rucola? D’estate, insieme a dei pomodorini, è una goduria per condire gli spaghetti. Ma io lo uso spesso anche spalmato su una fetta di pane o con la bresaola per farcire dei panini.

50 gr di rucola*
70 gr di mandorle pelate*
30 gr di pecorino stagionato (o parmigiano)*
Olio e.v.o*

Tritate finemente il formaggio e le mandorle nel mixer. Nel bicchierone del frullatore a immersione unite la rucola lavata e tagliata grossolanamente, un po’ d’olio e un pizzico di sale e procedete a pestarli alla maniera “contemporanea” – ma se volete procedere con mortaio e pestello avrete tutta la mia stima! Aggiungete via via un po’ d’olio (a occhio) e poi incorporate anche il trito di mandorle e formaggio. Date un’altra frullatina per amalgamare il tutto e se necessario aggiungete altro olio fino a rendere la salsa della consistenza giusta.
Mettete il pesto in un barattolo e lasciatelo riposare in frigo fino al giorno dopo; in questo modo perderà il forte amaro della rucola.

*ingredienti biologici

 

 

 

Pesto piselli e baccelli!

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Lo so che il titolo può far pensare ad un’azione bellica nei confronti del maschio ma in realtà si tratta di una ricetta buonissima che all’uomo (almeno al mio) non fa che piacere!

L’ho trovata in rete e con le dovute modifiche ve la ripropongo; è facile e buonissima…ma sbrigatevi che il tempo dei baccelli finisce presto: dura molto meno del “tempo delle mele” ma per fortuna torna ogni anno, invece noi, Sophie Marceau compresa, il tempo delle mele lo viviamo una volta sola – e per quanto mi riguarda, basta e avanza!

Il pesto di fave e piselli si abbina col formaggio, che deve essere compatto ma fresco e non troppo saporito: primo sale, pecorino molto fresco o formaggio baccellone (che in pratica è un primo sale).

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500 gr di baccelli

500 gr di piselli freschi

(una volta sgranati sia piselli che fave, il tutto pesava 270 gr)

1 scalogno

sale e pepe

olio e.v.o.*

formaggio baccellone

Dopo aver sgranato i baccelli e i piselli (e aver resistito alla tentazione di mangiarseli tutti così!) lessarli. Intanto in una padella far soffriggere lo scalogno tagliato a fettine senza seccarlo. Scolare i legumi lasciando da parte un po’ d’acqua di cottura e farli saltare in padella con lo scalogno aggiungendo sale e pepe secondo il gusto. Una volta insaporiti lasciarli intiepidire e poi passarli nel mixer con un po’ di liquido e di olio crudo. Stendere il composto su un piatto da portata e sistemarci sopra tanti pezzettini di formaggio…come un gregge di pecorelle al pascolo! E’ ottimo come antipasto o per un aperitivo (in alternativa potete comporre dei piccoli crostini).

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La VANELLA, crema spalmabile alla nocciola

La Vanella, crema spalmabile alla nocciola.
La Vanella, crema spalmabile alla nocciola.

Ingredienti:

100 gr. di farina di nocciole oppure nocciole intere sgusciate, tostate e senza pellicina *

100 gr. di cioccolato fondente *

100 gr. di zucchero di canna grezzo *

25 gr. di olio e.v.o. *

150 gr. di latte di soia *

Sterilizzare i barattoli (sistemarli in una grande pentola, riempirla di acqua fredda e metterla sul fuoco fino all’ebollizione. Lasciar bollire i barattoli qualche minuto poi metterli a scolare su un canovaccio pulito)

Rompere a pezzetti il cioccolato e scioglierlo a bagnomaria con metà dell’olio; scaldare il latte e farci sciogliere lo zucchero; unire la farina di nocciole, il cioccolato fuso e poi il restante olio. Far cuocere il tutto finché la crema non si sarà addensata (tener presente che una volta raffreddata sarà ancora più densa, quindi regolarsi di conseguenza).

Se non avete a disposizione farina di nocciole già pronta, o nocciole già tostate potete procedere così: per tostarle e togliere facilmente le pellicine metterle in forno per circa 10 minuti a 100°, toglierle e sfregarne una manciata rapidamente tra le mani. Metterle poi nel frullatore e tritarle più finemente possibile.

Mettere tutto sul fuoco in un tegame dopo aver frullato e cuocere aspettando di raggiungere una consistenza cremosa. (usando le nocciole dell’anno prima, il profumo sarà molto più intenso)

*ingredienti biologici

Maionese contemporanea

 Io la maionese la compro molto raramente.

L’idea di comprare pochi cibi pronti, inscatolati o in barattoli fa parte delle mie piccole scelte quotidiane: in generale meno il cibo è manipolato e più è facile che finisca nel mio carrello. Ad esempio se devo fare una salsa di pomodoro io compro i pelati; polpe pronte, passate, pezzettoni hanno attraversato troppe fasi per la loro breve vita di verdure. E così è con la maionese, cui si aggiunge il fatto di essere un alimento piuttosto grasso e riservato a rare ma imprescindibili occasioni; ad esempio d’estate per i pomodori ripieni o in quelle sere d’inverno in cui faccio “il lesso”. Sere piuttosto recenti devo precisare perché la massaia contemporanea tanti piatti li ha assaggiati per la prima volta negli ultimi anni, essendo stata prima una bambina che non mangiava, poi una bambina che mangiava pochissimo, poi una ragazzina che mangiava troppo ma con scarsissima scelta e oggi, sono una buongustaia, nel senso più nobile del termine. Ebbene, nonostante la maionese costituisca sempre una rarità nel nostro frigo, adesso almeno le spetta un posto d’onore invece che il solito spazio striminzito sul ripiano dello sportello, perché da qualche mese la faccio in casa. È stato facile, e io che credevo che fosse un’impresa ardua! La maionese impazzirààà mi risuonava nella testa ogni volta che mi coglieva la balzana idea di cimentarmi; chissà perché questa cosa dell’impazzire mi spaventa così tanto: sarà per la delusione provata la prima e ultima volta che ho fatto la crema pasticcera? O perché tra me e la pazzia c’è un fine legame? O forse perché mi faceva impazzire l’dea di coordinare le braccia sbattendo l’uovo con una mano e versando l’olio a filo con l’altra. Altro che massaia, qui ci vuole un giocoliere – che già, questa cosa del versare “a filo” fa abbastanza paura da sola. Ma infondo, a fregarmi, era stata la mia ingenuità, non avendo calcolato di avere a portata di mano l’oggetto migliore che possa occupare un suo spazio in cucina, l’amico del cuore della cuoca contemporanea, l’utensile che mi fa sentire onnipotente e che una volta mi ha fatto persino la manicure, anche se un po’ drastica…insomma, il frullatore a immersione.

Nelle mie ricerche in rete per capire meglio dosi e modalità ed eventualmente decidere la “mia” ricetta ho anche scoperto varie piccole cose. Ad esempio che le uova possono essere fredde di frigo, non è la loro bassa temperatura a provocare l’impazzire della salsa, piuttosto la differenza di temperatura tra gli ingredienti: l’importante è che siano o tutti freddi o tutti a temperatura ambiente. Poi ho scoperto, questo in maniera empirica, che la maionese appena fatta è piuttosto amara, soprattutto se come me, la si fa con l’olio e.v.o ma che, se lasciata qualche ora in frigorifero prima di mangiarla l’amaro si stempera notevolmente .

Ma veniamo alla ricetta della Maionese contemporanea, fatta col frullatore e rigorosamente con l’assaggio col dito!

la mia maionese è quella fatta col frullatore e con l'asssaggio col dito!
la mia maionese è quella fatta col frullatore e con l’asssaggio col dito!

1 uovo intero + 1 tuorlo (risulterà più leggera se si lascia anche l’albume)

250 ml olio e.v.o.

1 pizzico di sale

succo di 1 limone (o tre cucchiai di aceto bianco)

Mettere nell’apposito bicchiere del F.aI. tutti gli ingredienti, cominciando dalle uova. Poi immergere il mixer e dopo averlo azionato muoverlo con movimenti dal basso verso l’alto (usate la fantasia e verrà una maionese afrodisiaca) procedendo però verso l’alto in modo da lasciare spazio alla maionese che intanto sta montando. La salsa dovrà risultare molto cremosa, se fosse troppo liquida aggiungere altro olio.