Coste in salsa

Un concetto alla base della mia cucina (scrisse la famosa cuoca pluristellata) che seguo sia per una questione di salute che per un principio ecologico e che qui vi ho ripetuto spesso, è quello di cucinare a partire dalle materie prime. Il massimo del prodotto manipolato che mi concedo sono i pomodori pelati.

Un altro principio di base (tempo e voglia permettendo, son sincera) è sfruttare al massimo i prodotti per ridurre al minimo gli sprechi.

In quest’ottica ho cucinato le costole di bietola al pomodoro.

Ingredienti:

– le costole (i gambi) avanzate dalla pulizia delle bietole

– pomodori pelati

– farina qb

– sale & pepe qb

– olio evo qb

Mettete a bollire una pentola d’acqua. Pulite le costole di bietola e tagliatele a metà se sono molto lunghe.

Quando l’acqua bolle, fate sbollentare le coste per un paio di minuti dopodiché scolatele, asciugatele e passatele in un po’ di farina.

Scaldate dell’olio in una padella e poi adagiateci le costole avendo cura di non sovrapporle; fatele dorare e ammorbidire; salatele.

Nel frattempo preparate una salsa di pomodoro con i pelati, un po’ d’olio, sale e pepe. Versate la salsa sui gambi di bietola ben dorati e ultimate la cottura.

Preparati prima e poi riscaldati saranno ancora meglio…come tutte le cose al sugo del resto!

Con il medesimo procedimento potrete cucinare i cardi.

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Pomodori e nasi rossi – di conferenze, clown e cucina

"Clownferenza", l'astronomia spiegata ai bambini

Il 17 e 18 ottobre scorsi si è svolta, c/o l’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, su progetto della psicologa Laura Vagnoli e del reparto di Terapia del dolore, la I Conferenza Internazionale sui clown ospedalieri in pediatria.

Prima conferenza internazionale sui Clown ospedalieri

Al Meyer ci sono i clown di Soccorso Clown o.n.l.u.s, professionisti dello spettacolo al servizio dei bambini e degli anziani in ospedale, e quindi ci sono anche io – che dal 2003 ne faccio parte. 

Essendo i “padroni di casa” è spettato a noi l’onere e l’onore dell’accoglienza e dell’intrattenimento.

con Caroline Simonds dell'associazione francese "Le rire médecin"

con Caroline Simonds dell’associazione francese “Le rire médecin”

C’erano medici e clowns da tutto il mondo ed ha rappresentato un momento di confronto importante tra le varie associazioni operanti non solo con presupposti distanti (professionisti vs volontari) o su territori (Italia-Francia-Stati Uniti-Danimarca-Portogallo etc…) ma talvolta in culture completamente diverse (Israelita, Indiana).

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Tra i medici c’erano principalmente psicologi, a tutt’oggi gli unici, almeno nella mia esperienza, che usano realmente il clown come strumento di terapia. Come ha detto proprio durante il convegno la dott.ssa Farneti, che ha tenuto uno degli interventi a mio avviso più interessanti, la cultura su cosa sia realmente un clown è pressoché nulla – il clown non è colui che fa ridere, il clown è colui che con leggerezza può affrontare tutti gli stati d’animo e le cose della vita, belle e brutte; può far ridere, sorridere, commuovere; può parlare di vita e di morte.

In borghese, con Michael e Vladimir

Con la delegazione clownesca di Israele

Ecco perché forse il clown, figura perennemente fuori luogo, in ospedale non lo è poi così tanto. Ma, sempre per citare la dott.ssa Farneti, diciamoci la verità, i medici non amano i clown. Ci tollerano, ci sorridono e (almeno negli ospedali in cui lavoro io) non ci osteggiano. Ma non ci usano realmente. Il rapporto è invece migliore con gli infermieri, lontano da essere quello ottimale, ma almeno su una strada buona.

Qui siamo con Michael Christensen, ideatore della clown terapia, colui che nel 1995 spedì a Firenze come suo “emissario” il dott. Bobo, il nostro Direttore Artistico Vladimir Olshansky.

Qui siamo con Michael Christensen, ideatore della clown terapia, colui che nel 1995 spedì a Firenze come suo “emissario” il dott. Bobo – ovvero Vladimir Olshansky, il nostro Direttore Artistico .

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In borghese, con Michael e Vladimir

Con la dott.ssa Laura Vagnoli

Con la dott.ssa Laura Vagnoli 

Tra i vari interventi artistici effettuati durante la conferenza, anche un estratto del mio spettacolo “Mon ami chapeau”

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“Mon ami chapeau”, spettacolo di clownerie teatrale di e con Vanessa Crespina

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Sapete come mi sono fatta queste belle guanciotte? Con dei pomodorini; sono pur sempre una massaia! Dovreste vedermi mentre con aria furtiva osservo le confezioni al supermercato per studiare il calibro dei pomodori e di nascosto cerco di toccarli per capirne la consistenza. E dopo averne usati qualcuno per le prove e lo spettacolo? Che fine fanno gli altri pomodori?

Questa volta son finiti in padella come Pomodorini caramellati:

pomodorini caramellati

pomodorini caramellati (visti e presi alla Camorani)

In una padella antiaderente versate un poco d’olio e fate soffriggere dei pomodori ciliegini ben lavati e interi; dopo qualche minuto aggiungete un po’ di zucchero, dell’aceto balsamico e un po’ d’acqua (io ho proceduto ad occhio e assaggio). Dopo averli fatti cuocere qualche minuto a fuoco vivo, abbassate la fiamma e coprite. Se necessario aggiungete un po’ d’acqua. Saranno pronti quando la pelle si presenterà rugosa e inizieranno a spaccarsi.

Patate Arrosto a Ferragosto!

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Sono indietro! Sono indietro! Sono indietro!

Ho un sacco di cose da raccontare e poco tempo per farlo. Dopo ferragosto mi rimetto in carreggiata.

Intanto vi auguro un felice e lungo weekend di mezz’agosto e vi lascio la mia ultima scoperta che potrà esservi utile in caso il maltempo vi faccia girare le pelotas e abbiate voglia di golosità al punto da usare il forno: patate arrosto time!!!

Le ho fatte qualche giorno fa e sono risultate le migliori che abbia mai fatto (ma non che io sia una esperta di patate al forno…).

Avevo delle patatine novelle biologiche che volevo cucinare con la buccia e guardando in rete ho letto un articolo che è risultato molto prezioso. Leggetelo, io mi sono arrestata al “segreto” n°1 aggiungendo poi il trito di erbe fin da subito perché avevo fretta…e sono venute buonissime, figuratevi se li seguite tutti!

Rosmarino/ramerino

Rosmarino/ramerino

p.s. Avevo delle fettine di pane secche (di una frusta da crostini), le ho bagnate con un po’ d’acqua e le ho messe a cuocere insieme alle patate avendo cura che toccassero il fondo con l’olio… 😛

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salvia

Dieta si ma profumata!

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Coniugi a dieta. Inutile dire che la cosa è piuttosto scocciante. C’e di buono che è estate e risulta tutto in po’ più facile.
Ieri con l’insalatona mista (insalata, pomodori, cetrioli, tonno e carote) e le gallette sottili di farro (a mio gusto molto più buone e saporite di quelle di riso che proprio non riesco a farmi piacere) ho fatto un piccolo esperimento aggiungendo delle erbe aromatiche. Foglie intere (non troppo grandi) di basilico, prezzemolo e menta hanno dato gusto e freschezza all’insalata.
Da replicare alla prossima. Ovvero molto presto. 😣

Qui gatta cicoria

“Ma quanto è bella la cicoria” disse la massaia contemporanea. “Grazie, non sei male neanche tu” rispose la cicoria.

da “I deliri della Massaia Contemporanea”

La cicoria spettinata

La cicoria spettinata

Ho scoperto la cicoria! Non che ignorassi la sua esistenza ma non l’avevo mai assaggiata e tantomeno cucinata. È apparsa qualche settimana fa nel listino del fornitore di verdure del G.A.S. e ho pensato di provarla: è stato amore a prima vista! È bella nei suoi eleganti ciuffi scarmigliati, si pulisce velocemente ed ha molte proprietà benefiche per il corpo. A questo link potete trovare tutte le spiegazioni http://www.greenme.it/mangiare/altri-alimenti/10284-cicoria-proprieta-usi

Per quel che so, la si può usare sia cotta che cruda ma io la preferisco cotta perché è una verdura piuttosto amara e usata cruda, ad esempio nell’insalata, per me è troppo forte. Ma cotta e magari unita in qualche ricetta con altre verdure è perfetta. Io per adesso l’ho cucinata saltata in padella con aglio e olio come contorno, l’ho usata nella pasta, in una torta salata e in uno strudel di verdure. Ma la preparazione che mi ha soddisfatta di più è stata la

Frittata con patate e cicoria

Ingredienti per 2 persone:

4 uova

2 patate

300 gr di cicoria (la parte più alta, fogliosa, tralasciando le coste)

Parmigiano

1 spicchio d’aglio

olio e.v.o e sale q.b.

Lessare la cicoria poi scolarla, strizzarla e tagliarla piuttosto finemente per saltarla in padella con olio e aglio. Intanto tagliare a dadini le patate e cuocerle in padella con l’olio. Sbattere le uova con un pizzico di sale e del formaggio Parmigiano grattugiato. Una volta che saranno pronte, unire le due verdure in un’unica padella, schiacciarle un pochino con la forchetta e poi versare le uova e procedere alla cottura.

Et voilà la frittata è fatta! Ops…

Frittata con cicoria e patate