Bicchierini di quinoa alla bottarga

3e72ccdd-e7d4-40f1-b5a0-f10f50d7eaa2

La cucina di ricerca…nel frigo, è quella che preferisco. Inventare buoni piatti con gli avanzi è una grande soddisfazione. Ecco quindi di seguito una sfiziosa ricetta da usare per un antipasto o un aperitivo mangereccio.

Avevo cotto della quinoa per fare delle polpette e come d’abitudine ne avevo cotta un po’ di più per conservarla in frigo ed eventualmente farci un’insalata i giorni seguenti. Così, una sera, colta da fame troppo prima di cena mi è venuta voglia di spelluzzicare qualcosa facendo un aperitivo e guardando in frigo oltre alla quinoa ho trovato un avanzo di bottarga (di quella già grattugiata, secca)…così ho sperimentato quanto segue:

ingredienti:*

2963b3f7-b673-4ded-81cd-da9f7bbbc801

– quinoa lessata e lasciata riposare in frigo in modo che risulti asciutta

– peperoncino se piace

– bottarga grattugiata secca

– pinoli

– filetti di acciughe

– scorza di limone

– uno spicchio d’aglio

Tamponate qualche filetto di alici sott’olio e grattugiate la scorza di un limone. In una padellina antiaderente tostate dei pinoli e metteteli da parte. In un’altra padella antiaderente scaldate un goccio d’olio col peperoncino e fateci dorare uno spicchio d’aglio intero con i filetti di alici. Saltate quindi la quinoa in quest’olio e una volta insaporita spengete il fuoco e aggiungete la bottarga, la scorza di limone e i pinoli (lasciandone qualcuno per guarnire).

Lasciate intiepidire la quinoa e poi servitela in barattoli di vetro o piccoli bicchieri e guarnite con qualche pinolo, un goccio d’olio a crudo e un pizzico di pepe.

5f95ef15-8103-4f3c-8ac5-f2d799d3c37b

*essendo una ricetta fatta principalmente con ingredienti avanzati non posso specificare le quantità

Annunci

Zuppa di pomodoro fredda

IMG_7498

Ci resta ancora un po’ di estate. L’autunno non ha ancora riempito il suo sacco e alcuni giorni sono ancora sparsi sulla strada che ci porta ad esso. Un avanzo, un rigurgito, l’ultimo vagito di stagione. E allora non posso che riempirmi la bocca di rosso, freddo e pomodoro per addolcire la nostalgia che già mi coglie.

Zuppa di pomodoro fredda:

IMG_7494

(fatta con quel poco che ho trovato in dispensa dopo qualche giorno fuoricasa io, dentrocasa lui – flam nur inin, la luce dei miei occhi).

2 barattoli di pomodori pelati bio

3 peperoncini Peter Pepper (sostituibili con peperoni verdi dolci tipo i friggitelli o piccanti secondo il vostro gusto)

500 ml di brodo vegetale (fatto col dado ma bio e senza glutammato)

10-12 foglie di basilico

1 bicchiere di latte di cocco

1 pizzico di zucchero

olio e.v.o bio q.b.

Sale integrale q.b.

Io ho passato i pomodori pelati per eliminare i semi (ma potrete evitarlo facilmente e frullarli nella zuppa quando più avanti dovremo usare il frullatore a immersione) e li ho messi in un tegame con un goccio di olio e i peperoncini privati dei semi e tagliati a pezzetti; ho iniziato a scaldarlo aggiungendo un po’ di zucchero per togliere l’acidità. Ho preparato il brodo aggiungendo al dado le foglie di basilico per poi versarlo nel tegame col pomodoro. Ho vivacizzato la fiamma e aggiunto un po’ di sale lasciando cuocere per 25-30 minuti coprendo e abbassando il calore dopo i primi 10-15. Infine ho spento e frullato tutto col frullatore a immersione. Una volta intiepidita la zuppa ho aggiunto un bicchiere abbondante di latte di cocco e aggiustato di sale.

IMG_7497

L’ho servita ben fresca (almeno 3 ore in frigo) con crostini di pane respirando il profumo di basilico.

IMG_7495

Torcetti al sesamo

IMG_2843

Vi capita mai di aver fame ma contemporaneamente non aver voglia di niente? A me succede in questi periodi di festa in cui si fa un gran parlare di cibo e in cui si fa anche un gran mangiare di cibo. Il 1° dell’anno l’ho passato così, apaticamente sul divano, a chiedermi ogni cinque minuti cosa poter mangiare senza aver voglia di cucinare e senza riuscire a individuare un sapore, un gusto, che valesse la pena di mettermi ai fornelli. L’unica idea fissa erano i taglierini all’astice. Difficili da realizzare senza astice e senza taglierini.

Ho dovuto aspettare il 2 gennaio per andare al supermercato e procurarmi gamberi e spaghetti. Gamberi e spaghetti? Si, perché evidentemente il supermercato era stato svaligiato da un’orda barbarica nei giorni precedenti e l’astice non c’era neanche surgelato. I taglierini c’erano ma senza astice non sarebbero stati la medesima cosa (oh, quando una è fissata, è fissata!). Ed ecco allora che ho ripiegato su spaghetti (rigorosamente di “Libera”) e gamberi.

IMG_2845

Ma prima di papparci una cofana di pasta ho preparato una cosa sfiziosetta, ché a me le cose sfioziosette piacciono più dei piatti forti, accompagnando un’insalata di finocchi e arance con dei torcetti al sesamo. Li ho fatti con la mia adorata pasta al vino, quella che uso sempre per torte salate e strudel di verdure; per circa 30 torcetti vi seviranno:

300 gr di farina* (io semintegrale di grani teneri antichi)

100 gr di vino bianco secco

80 gr di olio e.v.o*

un pizzico abbondante di sale

semi di sesamo q.b

IMG_2840

Unite farina, vino, olio e sale e impastate bene fino ad ottenere un impasto sodo e liscio. Via via staccate dei pezzetti di pasta e, come facevate con il pongo da piccoli, formate dei bacherozzi non troppo sottili, torceteli un po’ per dargli un leggero movimento a spirale e passateli nei semi di sesamo.

IMG_2841

Disponeteli sulla placca del forno foderata di carta forno e passateci sopra un filo d’olio. Infornate per 15-20 minuti a 180° in modalità ventilata.

IMG_2842

Saranno ottimi con l’insalata ma anche con qualche salsa o tapenade per l’aperitivo; avvolti da fette di prosciutto o altro affettato a vostro gusto come antipasto o spuntino.

IMG_2844

E che sia un nuovo anno sfizioso per tutti!

*ingredienti biologici

Cosa dice una foglia di salvia prima di essere fritta? “Salviateeemi!”

IMG_7792

 

Storia stagionale di una salvia fritta

Sono Salvia!” Disse tuffandosi nella pastella.

Sono fritta!” Disse dall’orlo della padella…

IMG_7775

Con i 12 cm di alcune foglie, quest’anno la pianta di salvia si è superata. Ogni nuova stagione il primo sviluppo fogliaceo arriva a dimensioni davvero importanti, di quelle che non passano inosservate e che non ti permettono di sorvolare sull’idea di cucinare la salvia fritta. E allora, anche quest’anno, si fa!

IMG_7793

Solitamente la preparo ripiena con l’acciuga e tuffata, una volta piegata la foglia a metà, in una pastella semplice di acqua fredda (o birra fredda) e farina.

Questa volta però, convinta di avere un barattolino di acciughe ancora da aprire, sono rimasta fregata perché non c’era. (O almeno in quel momento era uscito dalla dispensa, perché un’ora dopo quando ci è passato il “casalingo vintage” era lì in bella mostra di sé. Forse era andato a far visita al barattolo dei fagioli)

Fatto sta che a quel punto non si poteva tornare indietro, l’idea della salvia fritta si era insinuata troppo a fondo facendosi già intuire sulla lingua ed era impensabile rinunciarci. Tanto più che sarebbe seguito uno spaghetto al pesto di rucola che col suo gusto fresco avrebbe fatto da contrappunto perfetto.

E allora ho deciso di cucinarla semplice ma di friggerla in una pastella un po’ più sostanziosa, con l’uovo. Risultato ottimo e ripetibile.

IMG_7795

Ma la prossima volta, doppietta! Intanto vado ad allucchettare le acciughe…

 

Mandorle tostate

Mandorle tostate

Come accade per tutte quelle cose che con semplicità posso fare da sola, le mandorle tostate difficilmente le compro già fatte: è sufficiente mettere in forno (60°-80°) delle mandorle spellate biologiche con del sale marino integrale e lasciarle tostare finché non saranno diventate color nocciola (eh eh eh) e mangiarle quando si saranno raffreddate (finché sono calde non risultano croccanti). Si mantengo a lungo nei barattoli a chiusura ermetica. Almeno credo…in questa casa non durano mai a lungo! 😉