Barrette di cereali

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Non farò preamboli a questa ricetta. Chi è amante del genere la provi; sono buone, personalizzabili, veloci e si conservano bene, quindi non ci sono scuse.*

Ingredienti per circa 10 barrette:

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150 gr di cereali (io 110gr di fiocchi d’avena e 40 di fiocchi di mais)

50gr di burro o di ghi

3 cucchiai di miele (anche 4)

2 cucchiai di zucchero di canna grezzo

20gr di farina di cocco disidratato

20gr di semi di zucca

10gr di semi di sesamo

20gr di mandorle o nocciole o noci

qualche fetta di mela essiccata (ma potrete mettere uvetta, frutti di bosco o qualunque frutto essiccato vi piaccia)

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Scaldare il forno a 180°.

Far sciogliere il burro, il miele e lo zucchero in un pentolino. Dopo aver tritato grossolanamente i semi di zucca, i fiocchi di mais e le mandorle, in una zuppiera unirli a tutti gli altri ingredienti secchi e mischiarli bene.

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Versarci sopra i liquidi tiepidi e mischiare bene in modo che tutti gli ingredienti si amalgamino senza che rimangano parti asciutte. Versare il tutto in una teglia foderata di carta forno e appiattire con una spatola in modo da formare un rettangolo spesso circa 1 cm.

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Infornare per 10 minuti. Togliere dal forno e con la spatola ricompattare il rettangolo se col calore avesse perso un po’ la forma. Aspettare che si freddi e poi tagliare formando le barrette della grandezza che più si preferisce.

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Potrete conservarle avvolte in carta forno e chiuse in una semplice scatola di latta, per una settimana.

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*Sinceramente non so se siano economiche ma io gli ingredienti li avevo già tutti…ed ho anche risolto il problema di come consumare i fiocchi d’avena che avevo comprato per fare il porridge, prima di scoprire che non mi piace.

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Banana al cioccolato: quando la bontà provoca allucinazioni

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È ora di merenda. E io so esattamente cosa fare. 

Un delirio!

Se volete saperlo anche voi, girate tre volte su voi stessi e dite la parola magica: bananalcioccolato.

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Ed ecco apparire dal fondo, tutt’avvolta in un limbo alonante di luce, una banana.

Tronfia e barcollante, la segue una stecca di cioccolato fondente.

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Che tradotto sarebbe: prendete una banana…

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…e della cioccolata fondente.

L’una fila e l’altro fonde – ma che dico, quest’odore mi confonde – l’una s’apre l’altro s’infila, preparare la merenda non è gran fatica.

  

Ovvero: incidete la banana (con la buccia) per il lungo e infilate tanti pezzettini di cioccolata nell'incavo.

Ovvero: incidete la banana (con la buccia) per il lungo e infilate tanti pezzettini di cioccolata nell’incavo.

Come Re e Regina, come amo e baco, invero come banana e cioccolato…al riparo da tutto voglion stare e nella stagnola si fanno avvoltolare.

E adesso che la temperatura s’è fatta rovente, da aspettar non c’è più niente! Su cogliete…hem, cuocete!

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Cioè: avvolgete in un foglio di carta stagnola la banana col cioccolato e formate un cartoccio; infilatelo in forno a 200° per 15-20 minuti (secondo le dimensioni della banana).

Lo sportello del forno si apre, il profumo porta pace. Si sfila il cartoccio, la buccia è nera, due anime chiuse con la stessa cerniera.

Appare un cucchiaio e scava nella polpa, d’istinto soffio il vapore che si porta. Apro la bocca e chiudo gli occhi, l’aspetto è brutto ma il sapore coi fiocchi!

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ATTENZIONE! è incandescente

Pesche in jazz – merenda d’estate –

 

Estate

E d’estate la merenda?

Gelato naturalmente!

Ma siccome il gelato per me non è solo merenda o dessert ma può essere anche pranzo, cena e persino colazione; non solo in estate ma tutti i giorni dell’anno volendo, compreso il giorno in più degli anni bisestili – che già sono tremendi di per sé, figuriamoci negandomi un po’ di dolcezza il 29 febbraio – ecco, siccome tutto questo, vi parlerò di pèsche.

Una merenda estiva buonissima è la pèsca “come la prepara mia sorella”, ovvero:

una pesca tagliata a pezzetti, pinoli e 2-3 amaretti (di quelli duri) sbriciolati. Sarà come un’improvvisazione jazzistica ben riuscita.

Merenda estiva

– se poi volete aggiungere un bel cucchiaio di gelato buontalenti…io non mi offendo! –

 

ME LA MERITO LA MERENDA!

Mi merito una merenda regina

Mi merito una merenda regina

La merenda è un pasto irrinunciabile. Non sto scherzando, se fossi una che riesce a saltare i pasti, preferirei saltare la cena piuttosto che la merenda. Ma non lo sono, una che salta i pasti. Sono un “dosha pitta” secondo la medicina ayurvedica, e in fatto di cibo significa che divento una belva se non mangio quando ho fame.

Voglio aprire una piccola rubrica di “merende” perché la merenda è affettiva, ricca di tenerezza, capace di evocare ricordi. Se poi si considera che la parola “merenda” deriva dal latino-tardo merere ossia “meritare” e significa quindi “cose da meritare”, come possiamo rinunciarci? Nessuno merita di rimanere senza merenda.

E per cominciare, la mia regina: PANE CON RICOTTA E MIELE. Un vero premio – per quando meritevoli, lo saremo molto.

La regina: pane, ricotta e miele

La regina: pane, ricotta e miele

– una fetta di pane (casereccio; e da fiorentina aggiungo senza sale)

– ricotta vaccina

– miele (Mille fiori? Acacia?)

– un divano per godersela

Chi non fa merenda, merito lo colga!