Di pesti e pistou, con la salvia il pasto lo salvi pure tu!

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La mia passione per pesti e pistou (versione provenzale, solo vegetale) ormai ha raggiunto la dipendenza e chi mi segue su Instagram sa che senza quello di rucola e mandorle – nella versione senza formaggio – non posso stare.

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Con erbe, olio e frutta secca si possono ottenere moltissime varianti (buona anche quella rucola, basilico e mandorle) cui si può decidere o meno di aggiungere il formaggio (parmigiano e pecorino ad esempio) e il cui utilizzo in cucina è assai vario, costituendo un alleato notevole per l’estate. Sulla pasta, sul pane (la mia preferita), insieme a formaggi di capra, o da aggiungere a qualche vellutata fatta con verdure di stagione, i pesti sono una risorsa veloce e gustosa. Basterà tenere sul balcone qualche pianta di erbe aromatiche e un po’ di frutta secca in dispensa e con l’aiuto del fedele Frullatore a Immersione, in qualunque momento potrete improvvisare una spaghettata o degli originali stuzzichini per l’aperitivo.

Di seguito alcune soluzioni che ho adottato con soddisfazione:

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L’ultimo esperimento che ho fatto è stato con la salvia, erba aromatica che solitamente uso poco. Siccome però non amo le discriminazioni ho cercato una soluzione e la scoperta è stata a dir poco felice!

Dal sapore fresco e delicato per il pesto di salvia vi serviranno:

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30-40 foglie di salvia (secondo la grandezza: io ho colto quelle più piccole e tenere)

la scorza di un limone non trattato (solo la parte gialla)

35 mandorle pelate

4 filetti di acciughe sott’olio

Olio e.v.o qb

sale grosso q.b.

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Basterà tritare gli ingredienti nel mixer o col frullatore a immersione partendo dalle mandorle e aggiungendo infine tanto olio quanto basta per raggiungere la consistenza desiderata (più denso per crostini e farciture, più liquido per la pasta) per ottenere in pochi minuti una salsa squisita.

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Salsa Spazzavento (che spazza via anche il freddo!)

Salsa Spazzavento

A distanza di un anno e mezzo dal mio viaggio di nozze, ancora oggi, in momenti improvvisi, mi assale la nostalgia della luce messicana. Una luce vasta, una luce vera. Io sono luce (solare) dipendente.

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Del viaggio in Messico ricordo molte cose e tra queste l’espressione di mio marito quando da “Urge Taquito” (ristorante messicano autentico, di quelli in cui si fermano i camionisti e le famiglie vanno per consumare il pranzo domenicale, sulla carretera cancun-tulum a Tulum-città) ha assaggiato una salsa arancione dall’aria non troppo innocua ma che ad esperienza fatta si può ragionevolmente definire letale. Le lacrime sono scese copiose, mangiare pane non è servito e neanche tenere per un tempo infinito la lingua immersa nel ghiaccio del margarita. Di che si trattava? Di una salsa a base di olio e “habanero orange”*, quello stesso tipo di habanero le cui piante dimorano sul nostro terrazzo da svariate settimane colorando l’orto urbano. Si, non c’è limite al masochismo, ma soprattutto, come spesso accade (a me) l’estetica ha prevalso sulla sostanza: non sono una grande consumatrice di peperoncino ma certo non lo disprezzo, le piante erano belle, nel loro acquisto ho sentito profumo di esotico e quindi le abbiamo comprate; si, c’era anche mio marito (!).

Una volta ottenuti tanti bei peperoncini però (oltre quelli calabresi con cui ho fatto la marmellata) cosa fare?

Una parte del raccolto
Una parte del raccolto di Habanero Orange

Ebbene, sono una donna fortunata con un amico appassionato e sempre più esperto in materia, che mi sopporta ogniqualvolta ho bisogno di delucidazioni su questo tema piccante. Massimo mi ha regalato una perla: la “Salsa Spazzavento”, di sua invenzione e dagli usi più ampi di quanto avrei immaginato:

6 peperoncini habanero orange

3 cipolle bianche

3 pomodori pelati

1 tazza di brodo vegetale

olio e.v.o

Pulire i peperoncini con le dovute precauzioni (guanti e locale ben ben ben aerato) e una volta tolti i semi (anche se mi viene il dubbio in questo preciso istante che il mio amico non li abbia tolti…!!!) metterli in un mixer con le cipolle. Mettere la “poltiglia” ottenuta a soffriggere in padella con l’olio per 2-3 minuti dopodiché aggiungere i pomodori e pian piano il brodo facendolo ritirare a fuoco molto lento. Se come me gradite una consistenza omogenea, prendete l’adorato frullatore a immersione e date una frullatina.

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Naturalmente, senza semi, cotti e uniti alla cipolla, anche i tremendi habanero orange – che hanno valori tra 80.000 e 350.000 nella “scala scoville” – si mitigano un po’, ma prima di usare la salsa raccomando vivamente di assaggiarla con cautela in modo da capirne l’effettiva piccantezza.

Come usare questa salsa?

Sicuramente in purezza sul pane abbrustolito, ma anche su un’insalata fredda di pollo. L’abbinamento più riuscito secondo me è con l’avocado e anche con i gamberi. Vi mostro qui sotto un paio di esperimenti davvero ben riusciti. 

Creare un letto di avocado tagliato a dadini e condito con un'emulsione di succo di lime, sale e olio e.v.o; cospargere con un po' di salsa spazzavento su cui adagerete delle mazzancolle o dei gamberi sgusciati e saltati in padella con olio e sfumati con succo di lime e tequila anejo.
Creare un letto di avocado tagliato a dadini e condito con un’emulsione di succo di lime, sale e olio e.v.o; cospargere con un po’ di salsa spazzavento su cui adagerete delle mazzancolle o dei gamberi sgusciati e saltati in padella con olio e sfumati con succo di lime e tequila anejo.
Pane pistoccu con straccetti di pollo in padella con verdure e aggiunta di salsa spazzavento.
Pane pistoccu con straccetti di pollo in padella con verdure e aggiunta di salsa spazzavento.

Se quello entrante sarà un inverno freddo, io ho già il mio antidoto.

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*ci sono tanti tipi di habanero, non fate come noi che lo credevamo nero, appunto… (anche perché il termine habanero non ha niente a che vedere col colore).

http://it.wikipedia.org/wiki/Habanero