Setsubun. Lanciando fagioli al capofamiglia

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Otafuku

 

Oggi era il 3 febbraio (il fatto che manchino pochi minuti alle 24,00 mi fa sentire autorizzata ad usare una certa confusione grammaticale) e in Giappone si festeggiava il Setsubun, l’inizio di primavera secondo il calendario lunare, l’equivalente simbolico del nostro 31 gennaio caratterizzato da riti di purificazione per esorcizzare l’anno appena trascorso e propiziare quello imminente.

La mia conoscenza di questa ricorrenza risale esattamente a 48 ore fa, quando su facebook ho visto un evento organizzato da LAILAC associazione di cultura giapponese a Firenze che ha il grande merito, tra gli altri, di organizzare il bel Festival Giapponese ormai arrivato alla sua XV edizione: la Lailac, su prenotazione, ha preparato un set per due persone comprensivo di sushi misti e di tutto l’occorrente e le spiegazioni necessarie per festeggiare a casa propria il Setsubun. 

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Ma come si celebra questa festa?

Lanciando fagioli di soia! Che come tutti i legumi hanno il potere di assorbire le energie negative e rilasciare quelle positive.

Si dice che in questa data ci sia un buon cambio di energia e che si debba quindi approfittarne: per riuscirci (spiegano alla Lailac) serve l’Ehou-maki ovvero il “Grande maki-sushi della fortuna” che la sera del 3 febbraio appunto va mangiato per intero rivolgendosi – nel caso di quest’anno – verso Ovest-SudOvest (direzione da cui si sa arrivare la fortuna) in silenzio e ad occhi chiusi – per non spaventarla, la fortuna. La festa prevede il rito del Mame maki durante il quale il capofamiglia, dopo aver indossato una maschera demoniaca, viene colpito da una raffica di fagioli al grido di “Oniwa soto! Fukuwa uchi!” – Fuori i demoni! Dentro la fortuna! (questo si può omettere se non ci sono bambini in casa o mattacchioni in vena di scherzi)

Il set preparato dalla Lailac per questa sera era così composto:

  • 9 nigiri sushi (salmone, calamaro, gambero)

  • 12 hosomaki di verdure (cetriolo, tekuan)

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  • 1 ehou maki con le 7 fortune (rotolo grande di sushi con 7 ingredienti associati alla fortuna tra cui la zucca, lo zenzero rosso e i funghi)

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  • 2 bustine per fare la zuppa di miso

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  • bacchette

  • salsa di soia e zenzero

  • istruzioni per il festeggiamento

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  • maschera “Setsubun”

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    Oni

  • Fagioli di soia per il rituale

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il tutto da ritirare tra le 18,00 e le 20,00 presso la sede dell’associazione. 

Una volta lì, naturalmente, ho preso anche il sake.

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Sperando di aver fatto tutto correttamente abbiamo scacciato i demoni lanciando fagioli di soia tostati fuori da casa al grido di “oniwa soto!” e dopo aver chiuso la porta abbiamo attirato la fortuna lanciando in casa un’altra manciata di fagioli augurando “fukuwa uchi!”. I fagioli a terra sono stati poi raccolti e rigorosamente mangiati durante la cena*. L’impresa più ardua è stata mangiare l’ehou maki con le 7 fortune; decisamente tanto oltre che buono! E speriamo che anche per la fortuna di quest’anno valga la stessa cosa!

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*la consueta correttezza giapponese, oltre ai fagioli di soia per il rito del Mame maki, aveva previsto anche delle arachidi in sostituzione, visto che nelle nostre case si entra con le scarpe e si poteva non aver piacere di mangiare qualcosa raccolto da terra.

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