Pancake

 

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Non stimo affatto il popolo americano le cui abitudini alimentari sono lo specchio di una cultura che mi fa venire la pelle d’oca (marshmallow grigliati sul barbecue????!!!!). Nonostante ciò, oggi ho cucinato i pancake. E non era la prima volta.

I pancakes sono delle frittelle tradizionali dell’America del Nord, simili alle crepes, ma più spesse e spugnose. Di solito si servono con sciroppo d’acero


flash sui mille telefilm americani visti e rivisti nel mio periodo da teledipendente

ma io li mangio con il miele d’acacia o con la vanella. L’amore tra me e i pancake è sbocciato poco più di un anno fa in Messico, ed è proporzionale alla rabbia provata negli scali aerei statunitensi (paranoia e follia in ogni dettaglio). Mi hanno salvata dal dover mangiare uova strapazzate piccanti e frijoles refritos alle 8 del mattino, e per questo avrò sempre un debito di riconoscenza per la cucina internazionale negli alberghi. Salvataggio con gusto, perché mi sono proprio piaciuti.
Non so bene perché, li pensavo complicati da preparare e siccome comprare le miscele pronte di farina, ormai si è capito che non è il mio genere, non ho mai pensato di farli.
Poi “diventi una blogger” e scopri che tutte le foodblogger à la page preparano cupcake, pancake, milkshake, cucinano in colori pastello e hanno un sacco di formine per biscotti acquistate su siti specializzati. E allora, che cavolo!, surfo anch’io l’onda di tendenza e, pur senza inabissarmi fino agli zuccherini colorati, provo a cucinare i pancakes. Il primo esperimento è stato fatto domenica 20 aprile, Pasqua; per pranzo. La mia, ormai relativamente, nuova vita da tanguera ha portato una ragazza che andava a letto quasi tutte le sere intorno alle 23,00 in una sregolata donna con orari da adolescente che anche il giorno di Pasqua è andata a letto all’alba. E allora, quale modo migliore per rendere un po’ speciale un pranzo di Pasqua che in realtà è una colazione tra rincoglioniti di sonno, se non giocare un po’ a sperimentare? Approfittandone per calarsi nel ruolo della massaia americana con grembiulino e tritarifiuti? Si dai, approfittandone.
Come prima volta non è andata male – se si eccettua il fatto che ho dovuto sostituire metà della farina con la farina di ceci perché non mi ero accorta di aver quasi finito l’altra, ottenendo un impasto troppo liquido. Con ancora grande margine di miglioramento, per riprovarci dovevo avere la certezza di azzeccare la ricetta giusta. E siccome l’Universo ci ascolta, è arrivata Eleonora: dandomi la ricetta mi ha anche rassicurata sulla velocità di preparazione “ché un americano mica sta tanto a preoccuparsi di girare l’impasto”. Ve la riporto fedelmente.

Metti insieme tutti gli ingredienti secchi:
135 g farina 00
1/2 cucchiaino di lievito in polvere vanigliato
1/4 cucchiaino di bicarbonato
2 cucchiai di zucchero
un pizzico di sale
In una terrina mescola:
1 uovo intero
250 g di latticello
35 g burro fuso (o 20 gr di olio e.v.o)
Unisci gli ingredienti secchi agli altri mescolando poco e lasciando i grumi. Nel frattempo avrai riscaldato una padella antiaderente un po’ unta con olio (io ne metto un goccio e quando è caldo lo passo sulla padella con pezzo di carta da cucina). Con un mestolo piccolo metti l’impasto nella padella, dopo un po’ si formeranno dei fori nel pancake e sarà ora di girarlo. Tieni il fuoco moderato altrimenti si cuociono fuori e poco dentro.
(queste sono le dosi giuste per una bella colazione per due)

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Direi che sono proprio buoni, anche se io ho ancora problemi in fase di cottura: forse li giro troppo presto cosicché nel prenderli con la spatola invece di mantenere la forma bella tonda si rapprendono a fisarmonica. Bisognerà che mi alleni ben bene – anche perché voglio provarli con della marmellata d’arancia (leggermente stemperata sul fuoco per renderla un po’ più fluida).

E volete sapere dove è proseguita la mia domenica? In Giappone con il WA! Japan Film Festival 2014.

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Poi al nuovo “primo piano” del mercato centrale di Firenze di San Lorenzo: anche se un po’ caotico devo dire che è proprio bello e il tramezzino di Amblè proprio buono!

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E infine sul divano a guardare un film inglese (“Irina Palm”).

Perché l’arte e la cucina sono un ottimo modo per girare il mondo quando non ci si può spostare.

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6 pensieri su “Pancake

  1. la penso esattamente come te per la cucina americana anche se non rinuncio ai pancake, e al pollo piccante!!! nel mio blog trovi anche la ricetta dei pancake salati fatti solo di albumi, sono sicura che ti piaceranno e ti risolveranno qualche cenetta veloce 🙂

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