Il pranzo è servito…in macchina.

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Da gennaio ho ripreso un lavoro che avevo già svolto due anni fa. Mi occupo di percorsi di educazione al consumo consapevole nelle scuole elementari, percorsi che si articolano in più incontri e con l’ausilio di differenti linguaggi: dal ludico al teatrale a quello didattico in senso stretto. In particolare mi sto occupando di alimentazione. Uno degli argomenti che emergono dall’attività è quello della piacevolezza della condivisione, la gioia del mangiare in buona compagnia. E naturalmente, da quando ho iniziato, per motivi di orario e logistici, mi trovo sempre a pranzare da sola e in uno dei posti più tristi che ci siano, l’auto. Ho provato sia il panino mangiato in fretta al bar per poi ammazzare il resto del tempo in macchina spippolando con l’iPhone; il panino comprato e poi mangiato in auto per poi ammazzare il tempo con un libro; il pranzo seduta, con pane e coperto per poi ammazzare il tempo in vettura cercando di capire come avevo fatto a spendere 11 euro per un piatto di bresaola e mezzo litro d’acqua. E l’esperienza mi ha insegnato:
1) il tempo non si ammazza, alla lunga è lui che ammazza te
2) i panini ammazzano il fegato
3) quest’auto è da pulire
Ecco allora che oggi con me è venuto il gallo Riki, che il coperto e il cibo me li sono portati da casa, che nonostante la pioggia ho fatto un picnic e che il tempo, invece di ammazzarlo l’ho trascorso con voi.

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Menù
Riso basmati
Lenticchie
Cioccolatino al caffè
Tisana digestiva

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