Clicca “mi piace” e io ti assegnerò un artista

Paul Signac

Ieri, su facebook, mi sono imbattuta in uno dei tanti giochi che girano spesso sul social; il testo diceva così:

“Questo è un gioco per mantenere viva l’arte. Clicca mi piace e io ti assegnerò un artista. Non importa se non conosci le sue opere, cerca su internet, scegli quella che ti piace di più e pubblicala su fb.”

Poi, una volta ottenuto il “mio” artista, dovevo pubblicare insieme al testo qui sopra (per continuare a far girare il gioco) l’opera prescelta, aggiungendo la postilla “Tizio ha scelto per me + nome dell’artista…sembra un gioco carino!”

Ecco, l’idea che qualcuno potesse associare a me un artista mi ha solleticata anche perché, nello specifico, io e la persona che lo avrebbe fatto in realtà ci conosciamo pochissimo (viva il magico mondo di faccialibro in cui tutti sono “amici” e quasi nessuno si conosce, in cui l’amicizia è virtuale non solo nel senso informatico del termine – simulato, ricostruito al computer e che appare come se fosse reale – ma anche, per fortuna, nel senso di potenziale, “che non è o non è stato ancora posto in atto”). La scelta di Francesco, così si chiama l’amico facebookiano, sarebbe stata dunque istintiva – casuale forse – ma non meno affascinante per me. Ho quindi espresso per l’ennesima volta nella giornata il mio apprezzamento e ho atteso; dopo qualche minuto sono stata taggata in un commento: “Vanessa per te ho pensato a Felix Fénéon”. Fénéon? Non lo conosco, vado subito a vedere e digito il nome su Google attenendomi strettamente alle regole del gioco, ché mica si diceva di cercare sull’enciclopedia! Tra le immagini trovo molte opere che mi entusiasmano per colori, simbolismo e quel surreale q.b. che se fossi una pittrice metterei nella ricetta dei miei quadri. Ma in pochi minuti mi accorgo che quelle non sono opere di Fénéon, piuttosto opere ispirate a Fénéon. Ma allora chi è questo Felix? Che io abbia dato per scontato il riferimento alla sfera pittorica? In fondo nel gioco si parla di artista, di opere, non di pittori o quadri e in effetti potrei anche pubblicare un testo, non necessariamente un’immagine. Parte quindi l’ulteriore ricerca e scopro che il caro Felix è un critico d’arte e uno scrittore.

Felix Fénéon

Nato a Torino nel 1861 e morto a Chatenau Malabry nel 1944 fu sostenitore del neoimpressionismo e del simbolismo, collezionista d’arte e colui che nominò “puntinismo” la relativa corrente pittorica nata intorno al 1885 che consisteva nel dipingere non mischiando i colori ma accostandoli, in modo che nella visione d’insieme il colore risultasse dalla vicinanza di tutti i colori, principalmente quelli complementari. Ma Fénéon fu anche scrittore, pubblicando non solo articoli di critica ma anche i “Romazi in tre righe” sulle colonne de Le Matin (1906; poi pubblicati in volume nel 1948 mentre è del 2009 l’edizione italiana di Adelphi curata da M. Codignola). Ecco, questi brevissimi romanzi sono stati proprio una bella scoperta…grazie Francesco! Dopo averne letti alcuni, quelli reperibili sul web, ne ho scelto uno e ho deciso di pubblicarlo su fb come richiedeva il gioco, ma da guastafeste quale ogni tanto sono, non ho continuato la catena e mi sono limitata a citare colui che mi aveva fatto fare una così piacevole scoperta. Ecco però, che nel tornare a lui per curiosare quali altri artisti avesse tirato fuori dal cilindro per coloro che, oltre me, avevano cliccato “mi piace”, mi sono accorta che il commento che mi riguardava si era magicamente modificato in “Vanessa per te ho scelto Paul Signac”. Ma come Paul Signac e anche lui chi è? Svelato l‘arcano! Tra i quadri di Signac c’è un ritratto di Felix Fénéon, uno dei quadri che mi erano piaciuti di più quando ancora pensavo che Felix fosse un pittore. E io felice come una bambina perché il caso, o l’istinto di Francesco, mi hanno fatto un doppio regalo, per me non solo un artista ma due.

Paul Signac, ritratto di Felix Fénéon

Paul Signac, ritratto di Felix Fénéon

Per essere sincera però Signac mi ha colpita molto meno di Fénéon così come la letteratura mi appassiona molto più della pittura (quindi la sua breve biografia cercatevela, non sono abbastanza ispirata da farlo io) e mi sono rimessa a leggere un po’ di romanzi in tre righe affascinata dalla capacità di sintesi dell’autore, in grado di condensare un mondo in pochissime parole. Certo non ci sono descrizioni, particolari o sfumature psicologiche ma non mancano ironia, fantasia e capacità letteraria. E il fascino per me sta proprio in questo: che bellissimo gioco d’immaginazione si può fare leggendo un romanzo di tre righe! E se si volesse fare un esercizio di scrittura, quale miglior punto di partenza si potrebbe avere per costruire un racconto o un romanzo?

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Mangin, di Verdun, camminava dietro a una bara. Ma non ha raggiunto il cimitero, non quel giorno. La morte lo ha còlto lungo la strada.”

Chi è Mangin? E come è? Quanti anni ha? La sua è stata una morte prematura? Lascia moglie e figli o un compagno? Qualcuno lo amava o nessuno s’interessava a lui? Camminava dietro alla bara di un amico, di un nemico o di un parente? E Verdun è un paese o una città? Di cosa è morto Mangin? Qualcuno lo ha pianto? Era inverno? O si è sentito male per il caldo?

E quante altre domande si potrebbero fare! E un numero esponenziale di risposte si potrebbero inventare…Non disturbatemi dunque, io per oggi ho trovato il mio gioco.

Non disturbare, immaginazione in corso

Non disturbare, immaginazione in corso

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