Bicchierini di quinoa alla bottarga

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La cucina di ricerca…nel frigo, è quella che preferisco. Inventare buoni piatti con gli avanzi è una grande soddisfazione. Ecco quindi di seguito una sfiziosa ricetta da usare per un antipasto o un aperitivo mangereccio.

Avevo cotto della quinoa per fare delle polpette e come d’abitudine ne avevo cotta un po’ di più per conservarla in frigo ed eventualmente farci un’insalata i giorni seguenti. Così, una sera, colta da fame troppo prima di cena mi è venuta voglia di spelluzzicare qualcosa facendo un aperitivo e guardando in frigo oltre alla quinoa ho trovato un avanzo di bottarga (di quella già grattugiata, secca)…così ho sperimentato quanto segue:

ingredienti:*

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– quinoa lessata e lasciata riposare in frigo in modo che risulti asciutta

– peperoncino se piace

– bottarga grattugiata secca

– pinoli

– filetti di acciughe

– scorza di limone

– uno spicchio d’aglio

Tamponate qualche filetto di alici sott’olio e grattugiate la scorza di un limone. In una padellina antiaderente tostate dei pinoli e metteteli da parte. In un’altra padella antiaderente scaldate un goccio d’olio col peperoncino e fateci dorare uno spicchio d’aglio intero con i filetti di alici. Saltate quindi la quinoa in quest’olio e una volta insaporita spengete il fuoco e aggiungete la bottarga, la scorza di limone e i pinoli (lasciandone qualcuno per guarnire).

Lasciate intiepidire la quinoa e poi servitela in barattoli di vetro o piccoli bicchieri e guarnite con qualche pinolo, un goccio d’olio a crudo e un pizzico di pepe.

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*essendo una ricetta fatta principalmente con ingredienti avanzati non posso specificare le quantità

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Dinastie. Requiem per un forno

IL FORNO È MORTO, LUNGA VITA AL FORNO

Caro Candy, 16 anni, arrosti strepitosi, lievitati schifosi. Un folle termostato ma uno sportello a specchio perfetto per darmi il rossetto prima di uscire di casa.

Samsung, non sei un telefono anche se hai un display altrettanto grande. In te ripongo molte aspettative (si vocifera che nella tua enorme pancia si possano cuocere 2 cibi a 2 temperature diverse). La prima cosa che ti cucinerò sarà il dolce più lievitato di cui riesca a trovare ricetta.

Appaghiamo lo sguardo, ovvero: combattiamo la desolazione estetica delle diete #2 (bicchierini di riso dolce)

Confesso di essere un po’ in difficoltà nel non riuscire a rassegnarmi alla fine delle vacanze e all’imminente arrivo della brutta stagione (che poi vero, considerarla brutta dipende dai punti di vista). Mi consolo pensando alla zucca che arriva in tavola e al fatto che usare il forno sarà finalmente piacevole (ché io il forno l’ho usato anche in questi mesi – non riesco a farne a meno – ma certo non senza una buona dose di masochismo)

Intanto continua la necessità di alleggerire, evitare l’abbuffo, fare spazio. E così riprendo il discorso avviato perché resta necessario non cedere alla sciatteria che può solo aggravare lo stato di privazione che ci rattrista quando seguiamo un regime alimentare restrittivo. Una portata disposta con garbo su un bel piatto può aiutarci a sostenere l’impegno. Un piccolo trucco? Apparecchiare la tavola e disporre le portate come se avessimo ospiti a cena.

 

Vero è che quando abbiamo ospiti serviamo anche il dessert, ma è altrettanto vero che se siamo a dieta dobbiamo ridurre al minimo i dolci.

Eccomi allora a proporvi un dolcetto non troppo impegnativo che, variando le porzioni, potrà essere gustato a colazione o dopo i pasti, se appartenete alla categoria di persone che non riescono ad alzarsi da tavola senza aver gustato un bocconcino dolce.

Bicchierini di riso dolce

(dosi per 8 bicchierini)

– riso basmati, 150 gr

– latte di mandorla (senza zuccheri aggiunti), 1 lt*

– miele o sciroppo d’acero, 1 cucchiaio

– scorza di limone*

– rapé di cocco, 2 cucchiai

– marmellata di fragole senza zuccheri aggiunti*, qb

Mettete il latte in una piccola casseruola con la buccia di limone e 1 cucchiaio scarso di miele o 1 colmo di sciroppo d’acero. Portate ad ebollizione e versateci quindi il riso dopo averlo sciacquato sotto l’acqua corrente. Badando che non si attacchi fatelo cuocere finché risulterà un po’ scotto e i chicchi tenderanno a rompersi; non lasciate però che si asciughi troppo: dovrà risultare un composto piuttosto morbido perché tenderà ad addensarsi una volta freddo. Togliete la buccia di limone e aggiungete il cocco mescolando bene.

Prendete dei bicchierini e cospargetene il fondo con la marmellata con uno strato di circa 1 cm e poi finite di riempire col riso dolce.

Conservateli in frigo.

Naturalmente questa è la versione leggera ma potrete renderla più golosa mettendo 3-4 cucchiai di zucchero al posto del miele e una marmellata anch’essa con zucchero. Potrete altresì usare latte vaccino al posto di quello vegetale.

* prodotti biologici

Appaghiamo lo sguardo, ovvero: combattiamo la desolazione estetica delle diete #1 (vellutata di zucchini con bresaola croccante)

È il 10 settembre. Oggi rientro dalla Sardegna e si pone definitiva la pietra sulle vacanze estive. Un anno fortunato per la mia estate, in posti belli, a più riprese e con belle – e spesso care – persone. A tutto mare tra Sicilia, Toscana e Sardegna. A tutta bontà tra Sicilia, Toscana e Sardegna. Si insomma, lo potete immaginare; o meglio potete immaginare me che rimbalzo da un arancino, a una salsiccia di cinghiale annaffiata da un rosso di Bolgheri, a una seadas.

Corona alla cucina siciliana per me, che vorrei svegliarmi ogni giorno del mio avvenire con una brioche inzuppata in una granita alla mandorla.

E ora che ci siamo riempiti i pensieri di cose golosissime, parliamo di dieta. COITUS INTERRUPTUS lo so.

Eh se lo so. Comunque non pensiate che mi metta qui a dirvi se fare o non fare la dieta, quanto o cosa mangiare – ognuno farà le proprie valutazioni e seguirà il regime alimentare che meglio si confà alla propria salute e al proprio fisico. Io penserò solo al lato bello della dieta. Quale sarebbe? Quello che creerete voi per rendere piacevole alla vista un piatto di zucchine lesse (che io adoro peraltro, ma che sicuramente non ha tra i suoi pregi quello di essere un piatto visivamente allettante). O una scatoletta di tonno al naturale. O una braciolina ai ferri.

Imperativo non lasciarsi prendere dallo sconforto e dalla sua brutale sciatteria; siate esteticamente curati sia nell’apparecchiare la tavola che nel guarnire i piatti. L’appagamento passa anche dagli occhi e potrà compensare (almeno in parte) lo scarso condimento e le basse calorie. Usate la fantasia, giocate, per rielaborare i piatti che il vostro nutrizionista vi avrà consigliato e trasformateli in qualcosa dall’aspetto invitante e dal nome degno di essere scritto nel menù di un ristorante stellato.

Perché diciamocelo, mangiare una vellutata di zucchine con bresaola croccante è molto più allettante che mangiare tre fette di bresaola col limone e una zucchina al vapore.

Ingredienti:

4-5 zucchine*

1 patata piccola*

Acqua q.b

Un pizzico di sale

Qualche foglia di menta o basilico

Bresaola

Pulite e tagliate a rondelle le zucchine; pelate e tagliate a tocchetti la patata. Mettetele in un tegame e versateci l’acqua sufficiente a coprire a filo le verdure; aggiungete un pizzico di sale, qualche foglia di menta o di basilico e fate cuocere finché le verdure saranno morbide. Col frullatore ad immersione realizzate la vellutata e lasciatela intiepidire. Intanto tagliate a striscioline qualche fetta di bresaola, scaldate una padellina antiaderente e buttatecele dentro finché non si saranno arricciate. A quel punto versate nella scodella la vostra bellissima vellutata ponendo al centro la bresaola croccante.

Auguratevi buon appetito e pensate al vostro pasto non come ad una privazione ma come un atto d’amore verso voi stessi.

Coste in salsa

Un concetto alla base della mia cucina (scrisse la famosa cuoca pluristellata) che seguo sia per una questione di salute che per un principio ecologico e che qui vi ho ripetuto spesso, è quello di cucinare a partire dalle materie prime. Il massimo del prodotto manipolato che mi concedo sono i pomodori pelati.

Un altro principio di base (tempo e voglia permettendo, son sincera) è sfruttare al massimo i prodotti per ridurre al minimo gli sprechi.

In quest’ottica ho cucinato le costole di bietola al pomodoro.

Ingredienti:

– le costole (i gambi) avanzate dalla pulizia delle bietole

– pomodori pelati

– farina qb

– sale & pepe qb

– olio evo qb

Mettete a bollire una pentola d’acqua. Pulite le costole di bietola e tagliatele a metà se sono molto lunghe.

Quando l’acqua bolle, fate sbollentare le coste per un paio di minuti dopodiché scolatele, asciugatele e passatele in un po’ di farina.

Scaldate dell’olio in una padella e poi adagiateci le costole avendo cura di non sovrapporle; fatele dorare e ammorbidire; salatele.

Nel frattempo preparate una salsa di pomodoro con i pelati, un po’ d’olio, sale e pepe. Versate la salsa sui gambi di bietola ben dorati e ultimate la cottura.

Preparati prima e poi riscaldati saranno ancora meglio…come tutte le cose al sugo del resto!

Con il medesimo procedimento potrete cucinare i cardi.

Due al prezzo di una

Dalla ricetta dei peperoni ripieni di quinoa che ho pubblicato la scorsa settimana, si può ricavare un’altra ricetta, che mi piace tanto: le polpette di quinoa.

Usate il ripieno usato per i peperoni avendo l’accortezza però di fare una salsa di pomodoro molto densa e di far intiepidire sia la quinoa che la salsa prima di unirle. Se il composto dovesse comunque risultare troppo molle per realizzare le polpette, potete attuare le seguenti strategie:

  • aggiungete un po’ di parmigiano ( o di lievito in fiocchi per la versione vegana)

  • aggiungete un po’ di pangrattato

  • tenete in frigo per un po’ prima di maneggiare l’impasto.

Una volta ottenuto un buon impasto, formate delle palline, schiacciatele un po’ e passatele nel pangrattato.

Sistematele in una teglia da forno foderata di carta forno e unta con un po’ di olio. Salate un po’ in superficie e passate un altro goccio di olio. Infornate a 180 gradi per circa 20 minuti girandole a metà cottura.

Ho preso il toro per le corna

Ovvero, peperoni ripieni di quinoa.

Non conoscevo questi peperoni ma, come spesso accade, grazie al fornitore di verdura del mio amato gruppo d’acquisto solidale, li ho scoperti e apprezzati: perché belli, buoni e molto adatti ad essere farciti: sono i peperoni corna di toro**

Ingredienti

Peperoni corna di toro, 5*

Quinoa bianca, 1 tazza*

Acqua, 2 tazze

Salsa di pomodoro, qb*

Basilico, 4-5 foglie*

Capperi sotto sale, 2 belle manciate

Sale & pepe, qb

Olio e.v.o qb

Timo, qualche rametto*

 

 

Iniziate sciacquando la quinoa sotto l’acqua corrente; poi fate bollire le due tazze d’acqua e buttatecela dentro con un po’ di sale facendola cuocere finché i chicchi non si saranno aperti mostrando il loro ricciolino bianco. L’acqua dovrebbe essere stata assorbita tutta ma in ogni caso scolate la quinoa e lasciatela riposare un po’ in modo che si asciughi e i chicchi si sgranino facilmente.

 

Intanto preparate della salsa di pomodoro al basilico con un po’ d’olio sale e pepe: io sono partita da dei pomodori maturi ma potrete usare i pelati o la passata, l’importante è che profumi bene di basilico e di estate. Lasciatela raffreddare.

Lavate i peperoni, tagliate la parte superiore con il picciolo, togliete i semi e immergete in una pentola d’acqua che bolle i corni, sbollentandoli per 3-4 minuti. Toglieteli dall’acqua, lasciateli scolare e asciugateli con della carta da cucina.

 

Lavate i capperi e tritateli grossolanamente. Bagnate la quinoa con la salsa di pomodoro finché sarà ben colorita ma non liquida, unite i capperi, un goccio d’olio e aggiustate di sale e pepe.

A questo punto riempite i peperoni con la quinoa e adagiateli in una teglia foderata di carta forno e unta d’olio; salateli esternamente su tutti i lati, versate un filo d’olio e dei rametti di timo.

 

 

Fate cuocere in forno a 180 gradi per circa 30 minuti (ma potrete regolarvi meglio a occhio) rigirandoli a metà cottura.

Questa è una versione praticamente vegana e a mio avviso già gustosa così ma se preferirete, potrete aggiungere anche del formaggio, tipo parmigiano o formaggio a pasta filante.

*ingredienti biologici

**naturalmente andranno bene anche i classici peperoni quadrati

Frittata di pomodori verdi

 

Questo è uno di quei piatti che hanno senso in una stagione ben precisa perché gli ingredienti colti o acquistati in un periodo dell’anno diverso da quello naturale, non avrebbero le medesime caratteristiche di gusto e proprietà; in questo caso parliamo dell’estate.

Prendete dei pomodori “cuore di bue” verdi e sodi; dopo averli lavati, tagliateli a fette alte mezzo cm circa, toglietene i semi e tamponatele con della carta assorbente;

questo punto passate i pomodori nel pangrattato e metteteli a cuocere, ben distribuiti e non sovrapposti, in una padella antiaderente dove avrete scaldato poco olio. *

Fateli dorare bene da entrambe le parti, salate e pepate.

Cogliete un bel mazzo di basilico (deve essere abbondante eh) e tritatelo grossolanamente. Cospargeteci i pomodori e quindi versate sopra le uova sbattute con un pizzico di sale coprendo il tutto.

Cuocete da ambo i lati e servite tiepida o fredda.

 

*siccome nel cuocere, le fette di pomodori si ritirano, io ne ho cotte alcune separatamente in una padella più piccola per poi aggiungerle e ridistribuirle a tappare i buchi della padella grande prima di versare le uova.

Riso&Rosa

Sai cosa?

Mi prendo un po’ di polvere di rosa.

Col sorriso unisco l’acqua di riso

e impasto una maschera da viso.

Polvere di rosa damascena di Le Erbe di Janas , azienda sarda che produce erbe per la cura e la bellezza di corpo e capelli. La si può acquistare on line o nelle bio-profumerie

Mescolo bene

scaccio le pene

mi bèo del colore

non penso al dolore.

Sono (bugiarda!) assai calma,

con le dita la crema si spalma.

Aspetto: 1, 2, 3…10 minuti

e quando finalmente son finiti

tenere in posa 10-15 minuti prima di risciacquare

sciacquo e mi rimiro

mi guardo in giro

tocco e constato

il dolce morbido risultato.

La rosa damascena – o mosqueta – ha proprietà molto utili per la pelle: illuminante, addolcente, lenitiva e rinfrescante. È indicata per ogni tipo di pelle ma giova particolarmente a pelli mature e sensibili. Sotto forma di polvere, ottenuta dai petali essiccati, è ottima per realizzare maschere di bellezza.

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Io l’ho unita all’acqua di cottura del riso, tiepida (e naturalmente senza sale), che ha anch’essa proprietà emollienti e idratanti per la pelle. Dopo averla tenuta in posa, l’ho rimossa con una spugnetta indi ho sciacquato e terminato la routine di bellezza applicando un siero all’acido ialuronico; ma ognuno ovviamente potrà applicare ciò che preferisce: tonico, crema, gel oppure niente.